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La voce della polvere
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Num.: 0025 / 2019
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L’Antieditoriale
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(M. Nove)
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Nell’ultimo periodo
ho finito di leggere “The alienist” (L’alienista) di Caleb Carr e nello stesso
scorcio temporale ho visto la serie TV, tratta dal romanzo. Non perché sono
stato folgorato dalla storia, anche se il noir mi piace, ma dal fatto che il
romanzo mi sembrava caotico e speravo che la serie televisiva lo fosse di meno.
Invece stavolta sono riusciti a farne una fotocopia più che fedele del libro.
Ed è strana la cosa, chi ha letto libri e visto le serie, da loro tratte, sanno
di che si parla. La serie aggiunge elementi nel togliere certi parti, per
fluidità o forse per far capire meglio, e nel tacere o soffermarsi in altre e
rendere il tutto diverso dall’originale. Cosa non di questo titolo. La storia
parla di un serial killer che uccide giovanissimi che si travestono da femmine
per soddisfare clienti. Il periodo storico è la fine dell’ottocento in una New
York dove la miseria grava, come una cappa di nebbia, sulle mura e nei vicoli
dei vari quartieri. Ad indagare viene
chiamato un alienista, oggi si chiamerebbe profiler,
e con l’aiuto della prima donna in servizio, anche se solo come segretaria,
nella polizia, ricordardiamoci che siamo alla fine dell’ottocento, di un
giornalista illustratore, l’io narrante nel libro, e di due poliziotti
particolari. Che non esisterebbero neanche oggi. Sono deduttivi, scaltri, sanno
di medicina tanto





