Caso “Diciotti”
Per
il mancato rinvio del ministro degli interni per la faccenda della nave
“Diciotti”: cinque stelle ops, un refuso. Cinque quesiti.
1) Un “Partito” o un
“Movimento” quando è stato eletto perché deve ritornare a chiedere “cosa
fare” agli elettori? Non hanno forse ottenuto il consenso, il benestare con
la fiducia che gli hanno accordato? Cos’è uno scarico di responsabilità? Come
mettere un grande attaccante in campo e quest’ultimo ogni due minuti chiede
cosa deve fare. Segnare, no?
2) Essendo
sospettoso e “impaurito” da una cosa troppo grossa e ingovernabile, come il
web, come sono sicuro della reale votazione? Mi spiego se voto “SI” o “NO”
come faccio a sapere che il mio voto sia andato nella direzione giusta. E che
il numero dei votanti sia quello? È all’ordine del giorno, la sensazione
provata, di persone che hanno più blog, sotto molti nomi diversi. Lo so che
state gridando che bisogna fidarsi di qualcuno. Allora si ritorna la punto 1)
e lasciamo che i “scelti” applicano le norme per cui sono stati eletti. Con
buona pace degli alleati.
3) Questa norma non
è l’unica disattesa, che dire della mancata consultazione sulla mancata resa
del denaro dell’alleato, misteriosamente, il tesoretto, sparito? E del
salvataggio degli azionisti, non piccoli risparmiatori, di alcune banche,
salvati? Già per questi punti il “movimento” si dovrebbe autosospendere tutto
per mancata esecuzione del mandato datogli dagli elettori.
4) Governare uno
Stato è diverso che stare all’opposizione è dire sempre “no”. Eppure parte di
questo governo sembra che sia all’opposizione. Dice no a tutto e confonde le
idee con gli strani “costi e benefici” che elargisce come se fossero
caramelle. Dimenticando che le caramelle non vanno prese dagli (s)conosciuti.
Per salvare l’alleato c’è la consultazione e per altri punti come mai la si
evita? Perché non far votare per la Tav, la Tap e tutte le altre grane in
ballo?
5) Vogliamo smettere
di avere come ministri e vice capi di governo che sono leader di partito? Va
bene durante le elezioni ma una volta eletti devono pensare solo al Paese e
non al proprio gruppo politico. Un ministro ha altro che fare che andare in
giro a fare campagna elettorale e l’altro dovrebbe avere da fare per
risolvere i problemi del Pese non suoi o del suo alleato. Forse il
“movimento” dovrebbe mettere anche questo nelle sue norme. Tanto poi ci sarà
la consultazione per far approvare la “loro” linea di condotta. Svegliamoci.
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