27/04/19

L'Antieditoriale … !

La Voce della Polvere
Num. : 0017 / 2019        
Titolo : L’Antieditoriale …
(M. Nove)

  Questa settimana voglio ritornare sul problema dell’ecologia. Special modo contro le polemiche che ha suscitato una foto che gira nel web. Quella con Greta Thunberg, paladina contro l’effetto serra e inquinamento, che mangia sul treno. Del pan bauletto, specie di pancarrè più morbido, in una confezione di cellophane, intingendo in una vaschetta, credo formaggio molle, con un bicchiere da caffè, americano, credo di carta o forse quella plastica da alimenti, non so, due banane posate sul tavolo e delle borracce di alluminio e dei biscotti sbriciolati (?) che escono da una confezione di carta. Non so se la foto sia autentica o montata o altro. Non lo so e non mi importa. Faccio solo notare che se qualcuno pensava di attaccare la giovane ecologista ha sbagliato bersaglio. Anzi ha ribadito quello che la ragazzina continua a dire: che siamo in ritardo. Perché mangiare quelle cose è il risultato della realtà in cui ci siamo incuneati. Quel cibo è il cibo che vendono nei negozi, nelle bancarelle, anche quelle bio, e nelle stazioni. Non solo ma anche sugli aerei, per fortuna che era in
treno o sennò che ulteriore polemica, e sulle navi. Ovunque e dovunque. Poi anche il treno non è proprio ecologico, essendo elettrico ha bisogno di centrali che producono l’enegia necessaria e le centrali non sono mai ecologiche. Perciò prima domanda: che doveva fare la povera Greta? Morire di fame e sete? Anche lei come tutti noi siamo esseri viventi che hanno bisogno di alimentarsi per andare avanti, nella vita. Forse i polemici volevano che si portasse da casa i viveri? Trascinarli dietro nelle manifestazioni, negli incontri, nei dibattiti e quando ha incontrato il Papa o meglio gli altri giovani come lei. Si sa che tra giovani ci si invita e un panino e un sorso d’acqua tira l’altro. In breve, finiscono i viveri e i resti? Riportarli a casa? Perciò invece di inveire e sostenere la tesi del “predica bene e razzola male”  pensateci e trovate, voi, la soluzione. Di come poter mangiare senza inquinare e nello stesso tempo di ammalarci per aver ingerito cibo non igienico. Un panino dove va messo? Nella stagnola? Nel cellophane? In una busta di carta? Sperando che il panino sia “asciutto” o sennò che guaio. L’insalata dove la mettiamo? In un contenitore di vetro? Che viaggiando si può rompere? In quello di plastica? Difficile da smaltire, anche correttamente? Le isole di plastica sono formate da contenitori e bottiglie che sembravano fatte per riciclare. Fatto sta che oggi come oggi nel mondo odierno nessuno può dirsi ecologista “praticante”. Non per mancanza di volontà ma per la mancanza di scelta nostra e di serietà da parte dei produttori dei prodotti. Sappiate che se uno decide di fare l’estremista ecologista puro rischia senza timore di smentite di morire di fame,cibi sempre più confezionati per igiene e scadenze, di freddo, il riscaldamento inquina, senza possibilità di viaggiare e di essere soccorso, i mezzi inquinano e ignudo, anche i vestiti sono sintetici e perciò ... Ogni cosa utile inquina. Basta andare nei supermercati, nei negozi di vestiario, nelle ferramenta, negli alimentari o dove volete e girate. Senza l’intenzione di comprare, che ci rende ciechi, ma solo per valutare, analizzare e vedere i prodotti solo come prodotti e non accessori necessari. Plastica, tessuti artificiali, carta non riciclabile. E voilà le sorprese, confezioni che a occhio costano più del prodotto, imballaggi dentro imballaggi, contenitori pieni di conservanti, bottiglie di vari colori e spessori e plastica in ogni dove. Per non parlare dei giocattoli, un mix di inquinanti da far paura. Per concludere più che colpire chi cerca di farci ragionare andiamo a colpire le grandi multinazionali globalizzate e pretendiamo prodotti con confezioni meno inquinanti. Che non vengano a dirci che non è possibile. Se c’è la volontà si può fare. Ma fin quando al primo posto si mette il guadagno subito e immediato la popolazione e l’intero pianeta ne pagherà il tributo più alto. Per finire vorrei aggiungere che anche internet e i cellulari inquinano. Vanno a corrente in casa e a batteria, che non durano mai a lungo chissà come mai, per strada. Senza contare le parti con cui sono fatti gli apparecchi per “navigare”. Meditiamo e agiamo.  

Nessun commento:

Posta un commento