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La Voce della Polvere
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Num. : 0022 / 2019
Titolo : L’Antieditoriale …
(M. Nove)
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Le elezioni sono andate, nel bene e nel male, più male che bene, secondo
i casi, e finalmente si può respirare aria di tranquillità dalla perenne
campagna elettorale. Un buco nero che ci assale ogni giorno e ci fa disamorare
e allontanare sempre di più dalla politica. In compenso, se siamo in tregua
dalla campagna elettorale perenne, cadiamo nel polverone, polemico, accusatorio
e vendicativo, di chi ha vinto e di chi non ha perso. Praticamente, tutti. La
maggioranza che ora pende verso uno dei due vice premier e le opposizioni che
si ergono come baluardo e/o alleato per prossime elezioni. Intanto la vita
prosegue, come dice una canzone, come prima più di prima. Con i soliti
problemi, le
solite scadenze economiche, la solita paura del diverso e la
solita delinquenza. E la solita endemica mancanza di lavoro. Causa del
decadimento del tipo di società che abbiamo, tutti quanti, scelto come vita.
Vediamo, adesso, cosa faranno i vincitori e i non perdenti. Come prima o … più
di prima? Poi per stemperare i toni chi ha vinto dice che non vuole poltrone,
oltre alle sue, e neanche un rimpasto, sotto, sotto lo vorrebbe, ma vuole
decidere per le sue pretese senza ma e senza se. In fondo ha vinto. Chi non ha
perso invece vorrebbe portare avanti le proprie “idee da oppositore di ogni
cosa, negando di voler far cadere il governo. Forse perché ha più da
rimetterci? Come prima … meno di prima? Fatto sta che, momentaneamente, tutto è
fermo. Naufragati nelle polemiche e dispersi nel non saper che pesci prendere.
Chi ha vinto vorrebbe, forse non può ancora, tentare il salto di qualità, non
per noi senz’altro, e diventare qualcuno. Tentenna perché sa che non può
raggiungere la maggioranza che vorrebbe e per farlo si dovrebbe alleare con
altre forze. Da cui potrebbe rimanere schiacciato nel buco nero dell’oblio.
Oppure sa per esperienza diretta che in questo strano e all’incontrario Paese
chi comanda sono le minoranze. Quelle che hanno percentuali per farti governare
ma anche cadere. La sinistra, bravi nel gioco di autogol, insegna. Il vice
leader che non ha perso invece scopre di avere un'unica vocazione funzionale,
stare all’opposizione. Stare dalla parte di chi dice sempre no. E non è detto
che scelga di far cadere il castello di carta e tornare da quella parte e poter
mandare tutti a vaffa … come è nella loro natura. Gli altri che non hanno perso
e che stanno all’opposizione vivacchiano. Una parte non sa come riunire le
diverse, ma uguali, anime e anzi si guardano in cagnesco e parlano senza
strutto e condimento. Sembrano sempre di parlare di montagna al mare, di mare
in campagna, di campagna al lago e di stelle sotto nelle miniere.
Inconcludenti. E noi cittadini di sinistra inermi non sapendo dove guardare.
Forse per questo che a noi, di sinistra, piace tanto la fantascienza, i fantasy
e i noir. Le altre due forze che non
hanno perso stanno studiando per ritornare protagonisti assumendo il ruolo di
socio per chi ha vinto. Solo che una parte ha un ingombrante personaggio,
stritola-spacca tutto, che è un rullo compressore. Occhio. L’altra sembra la
bella Maria che tutti la vogliono ma nessuno se la piglia. Le elezioni sono
passate, il tempo, zoppicando, si fa bello e caldo e ci si sta pensando alle
vacanze. Aiuta l’imminente chiusura delle scuole, il pagamento dell’IMU e la
voglia di evadere da tutti e tutto. Solo che senza soldi l’evasione sembra il
seguito di “Escape plan”, non ricordo a che numero è arrivato, forse 3, un film
d’evasione impossibile. Consoliamoci con le varie trasmissioni televisive sulla
cucina. Vedere certe porzioni fa allontanare la mente dai problemi quotidiani. E pure la fame. Meditate e condite con olio
extravergine.
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