13/04/19

L'Antieditoriale … !


La Voce della Polvere
Num. : 0015 / 2019        
Titolo : L’Antieditoriale …
(M. Nove)

In questi giorni è stato fotografato un buco nero. Con un sistema di telescopi, all’avanguardia, che ha coinvolto molti Paesi. Una rete che si è incontrata in un certo punto è che ha fatto si che si potesse vedere il buco nero. Un buco, nel vero senso della parola, attorniata da una luce rosso giallo fiamma che faceva da contorno all’abisso. All’interno un nero profondo senza fine. Parlandone qualcuno mi ha chiesto, oltre alla definizione più o meno scolastica, che cos’è un buco nero. Ho risposto da buon,
cattivo, comico che se avessi saputo rispondere avrei vinto il Nobel. Al che ho perso qualche amico per trovarne di nuovi che hanno riso. Di che, solo loro lo sanno. Fatto sta che per un amante della fantascienza, come mi pregio, spiegare è semplice e complicato. Facile dire che un vuoto dove finisce la materia o meglio uno squalo che ingoia tutto. Fin qui ci arriviamo tutti. Ma … uno dei miei soliti ma … perché questo avviene? Secondo la fisica nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Invece nel buco nero tutto … sparisce. Siamo abituati che quando cadiamo in una botola prima o poi troviamo il duro pavimento, magari in un'altra stanza, avete scoperto un trucco da mago e non ditelo in giro. Forse anche lì c’è un fondo, un vano, un pavimento, un nascondiglio, tipo l’isola de tesoro. In fondo non sapendolo possiamo immaginare che sia una discarica che prima o poi restituirà, come le nostre discariche,  la propria ingordigia “pappatoria” di tutto quello che incontra e si sfama. Fatto sta che è impressionante, un conto è sentire e accettare la teoria dei buchi neri, affascinante e intrigante, un conto è vederlo all’opera. Pensare che “noi” sulla Terra siamo in perenne conflitto per essere superiori ad altri e poi viene una cosa simile e addio per sempre. Magari è un monito per comportarsi adeguatamente e così poter vivere meglio. Tanto alla fine ci sarà sempre un buco nero nell’orizzonte degli eventi. Perché crearne tanti anche noi, nel nostro piccolo? A pensarci bene questo fenomeno un lato positivo l’ha ottenuto, ha fatto in maniera che diversi Paesi della Terra, inteso come pianeta, si sono riuniti e collaborando hanno fatto in modo che potessimo ammirare e osservare il fenomeno. L’unione ha fatto la forza e forse anche in altri campi c’è la stessa possibilità.




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