|
La Voce della Polvere
|
|
Num.
: 0010 / 2019
Titolo
: L’Antieditoriale …
(M.
Nove)
|
|
Titolo
: Base per altezza uguale a … mille pagine del web
|
In una trasmissione televisiva, non
dico quale per non essere additato come intellettuale, dato che non lo sono,
per studi e conoscenza, ho sentito parlare di una rivista, poteva anche essere
una associazione o un artista o una vicenda o semplicemente curiosità, la cosa
non cambia, anzi, che altrimenti non ne avrei mai sentito parlare. Incuriosito
ho fatto delle ricerche sul web, trovando quello che cercavo, non
immediatamente causa la sfilza di pagine. Una dimostrazione dell’importanza di
internet. Ma … c’è sempre un ma da qualche parte, basta cercare tra i pensieri
in un momento di relax. Ho trovato ciò che cercavo grazie all’informazione
primordiale, avuta dalla trasmissione televisiva. Il punto è, se non guardavo,
come capita sovente per i molti impegni quotidiani, quella
puntata sarei
riuscito a trovare il soggetto che mi aveva incuriosito? Molto probabilmente …
no. Sarei rimasto all’oscuro. A causa della base, di partenza, per l’altezza,
dell’informazione, con il risultato di disperdermi, in un area, e perdermi
nell’ignorare certe cose, che forse se ne può farne a meno. Se si ha già
difficoltà a ricercare qualcosa di conosciuto come si potrà trovare ciò che si
ignora? Troppe pagine e troppe dispersioni. Soprattutto manca la fonte
primaria, quella che da l’input per la curiosità o l’approfondimento. Come
facevano una volta? In linea di massima come adesso. La differenza era la fonte
da cui si partiva. Da giornali, che si trovavano in ogni angolo compreso i bar,
quotidiani, sbirciati dalle edicole, e riviste, che svolgevano al meglio il
loro mestiere e molte trasmissioni televisive, prima del divertimento per il
solo, unico e assoluto divertimento, che invogliavano l’approfondimento. Il
passo successivo era la biblioteca oppure la libreria o gli amici sapientoni,
oggi dove sono costoro?. Ora, i giornali parlano tutti della stessa vicenda
tralasciando altre notizie o relegandole in pagine interne introvabili, per la
stanchezza dovuta al dèjà vu. La televisione si è adeguata ai quotidiani, con
requiem incorporato. Molte librerie seguono lo stesso andazzo con titoli di
libri sempre uguali. Le biblioteche è da un po’ che non le frequento, mea
culpa, è non so se si sono
standardizzate pure loro. Speriamo di no. Non avendo la base di certo a nessuno
viene in mente di costruire un ragionamento o il soddisfare a fondo a una
notizia. Azzarderei a dire che internet è importante per dire e sottolineare le
cose che so già, anche con accuratezza e precisione, non c’è dubbio. Ma, il
rimanente? Quello che non sappiamo? Che vorremmo conoscere? Ho capito, sono io
che non so usare il web. Vero. Cosa devo cercare per imparare? Prima trovavo
risposte entro le prime tre pagine. Poi sono passato a cinque e adesso a dieci
e se sono in vena anche a quindici poi ho paura di finire a (s)battere la
testa, letteralmente, contro il muro. Quasi, quasi spengo tutto è vado a passeggiare
sperando di incontrare qualche amico con cui scambiare due chiacchiere e se
trovo quello sapientone discutere di temi alti, come mi mancano certe
discussioni intellettuali di un tempo. Chissà che parlandone mi venga un dubbio
e possa correre su internet. Così si usa, no?
Nessun commento:
Posta un commento