09/03/19

L'Antieditoriale … !

La Voce della Polvere
Num. : 0010 / 2019        
Titolo : L’Antieditoriale …
(M. Nove)
Titolo : Base per altezza uguale a … mille pagine del web


    In una trasmissione televisiva, non dico quale per non essere additato come intellettuale, dato che non lo sono, per studi e conoscenza, ho sentito parlare di una rivista, poteva anche essere una associazione o un artista o una vicenda o semplicemente curiosità, la cosa non cambia, anzi, che altrimenti non ne avrei mai sentito parlare. Incuriosito ho fatto delle ricerche sul web, trovando quello che cercavo, non immediatamente causa la sfilza di pagine. Una dimostrazione dell’importanza di internet. Ma … c’è sempre un ma da qualche parte, basta cercare tra i pensieri in un momento di relax. Ho trovato ciò che cercavo grazie all’informazione primordiale, avuta dalla trasmissione televisiva. Il punto è, se non guardavo, come capita sovente per i molti impegni quotidiani, quella
puntata sarei riuscito a trovare il soggetto che mi aveva incuriosito? Molto probabilmente … no. Sarei rimasto all’oscuro. A causa della base, di partenza, per l’altezza, dell’informazione, con il risultato di disperdermi, in un area, e perdermi nell’ignorare certe cose, che forse se ne può farne a meno. Se si ha già difficoltà a ricercare qualcosa di conosciuto come si potrà trovare ciò che si ignora? Troppe pagine e troppe dispersioni. Soprattutto manca la fonte primaria, quella che da l’input per la curiosità o l’approfondimento. Come facevano una volta? In linea di massima come adesso. La differenza era la fonte da cui si partiva. Da giornali, che si trovavano in ogni angolo compreso i bar, quotidiani, sbirciati dalle edicole, e riviste, che svolgevano al meglio il loro mestiere e molte trasmissioni televisive, prima del divertimento per il solo, unico e assoluto divertimento, che invogliavano l’approfondimento. Il passo successivo era la biblioteca oppure la libreria o gli amici sapientoni, oggi dove sono costoro?. Ora, i giornali parlano tutti della stessa vicenda tralasciando altre notizie o relegandole in pagine interne introvabili, per la stanchezza dovuta al dèjà vu. La televisione si è adeguata ai quotidiani, con requiem incorporato. Molte librerie seguono lo stesso andazzo con titoli di libri sempre uguali. Le biblioteche è da un po’ che non le frequento, mea culpa,  è non so se si sono standardizzate pure loro. Speriamo di no. Non avendo la base di certo a nessuno viene in mente di costruire un ragionamento o il soddisfare a fondo a una notizia. Azzarderei a dire che internet è importante per dire e sottolineare le cose che so già, anche con accuratezza e precisione, non c’è dubbio. Ma, il rimanente? Quello che non sappiamo? Che vorremmo conoscere? Ho capito, sono io che non so usare il web. Vero. Cosa devo cercare per imparare? Prima trovavo risposte entro le prime tre pagine. Poi sono passato a cinque e adesso a dieci e se sono in vena anche a quindici poi ho paura di finire a (s)battere la testa, letteralmente, contro il muro. Quasi, quasi spengo tutto è vado a passeggiare sperando di incontrare qualche amico con cui scambiare due chiacchiere e se trovo quello sapientone discutere di temi alti, come mi mancano certe discussioni intellettuali di un tempo. Chissà che parlandone mi venga un dubbio e possa correre su internet. Così si usa, no?

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