La Voce della Polvere
|
Num.
: 0011 / 2019
Titolo
: L’Antieditoriale …
(M.
Nove)
|
Titolo
:Manifestazione
per i cambiamenti climatici …
|
Mentre scrivo, in molte piazze di tantissime città, del mondo intero, si
stanno svolgendo le manifestazioni per il clima. Manifestazioni volute da una
giovanissima (Greta Thunberg) per gli studenti e i giovani di tutti i Paesi.
Oltre alle nuove generazioni sfilano anche i diversamente giovani e gli adulti,
per lo più genitori al seguito. Compreso i responsabili, diretti e indiretti,
del “pasticcio” ecologico. Partecipazione pazzesca e variopinta, sembrava di
essere ritornato al mitico 68. Anche la canzone, simbolo della protesta, arriva
da quel periodo: “ Dot it now” sulla base musicale di “Bella ciao”. Il mondo
giovanile ha risposto, in massa, ponendo seriamente il problema del mondo che gli
lasceremo in eredità. Oggi sembrano tutti gioire ma da domani che succederà?
Scontata la risposta: niente. Il mondo sta andando verso la deriva destrosa per
la continua, in aumento, paura populista verso … tutto il resto. Specie verso
il diverso. Il rimanente è solo demagogia giornalistica, compreso il clima.
Volete il lavoro e crepare di “malattie” o morire di fame in salute, questa è
l’osservazione, delle tante parti , sul problema dell’inquinamento. Sul clima
per loro è solo fack news dei sinistrosi,
visto che i comunisti son spariti. Sento lontano delle voci che dicono: la sinistra che fa o farebbe? Per ideologia e passato storico dovrebbe interessarsi, molto seriamente, rispetto agli altri. Solo che oggi la politica effettivamente non è più sinistra o destra ma un amalgama di tutti per tutti contro tutti. Un caos dove i populisti sguazzano per creare altro caos e vendere l’anima ai potenti, con promesse scintillanti e personalistiche, di turno. Farsi sentire va bene ma bisognerebbe cambiare le basi da cui partire per una decisione saggia. Cambiare non tanto la politica ma i politici. Quelli che negli ultimi anni sono venuti su a forza di paure e promesse di far passare le paure, da loro create. Veleno e antidoto, elargiti dagli stessi. Il veleno è l’eterna campagna elettorale perenne e l’antidoto le promesse, vacue ed irrealizzabili, solo buone per la volta successiva. Con politici di siffatta leva come pensano i giovani di farli agire e decidere qualcosa? Non solo per il clima ma anche per altro, di diverso. Ah già, loro sono contro il diverso. Rivedere piani e progetti per un futuro vuol dire, oggi come oggi, toccare interessi monetari, speculazioni internazionali e profitti intergalattici di quella parte di persone che detengono l’1% della ricchezza mondiale. Uno può dire che il problema ecologico riguarderà anche loro, hanno ragione a pensarlo, ma loro pensano di essere immuni a tutto questo. Si alzano gli oceani? Vanno in montagna. Si respira male in città? Vanno su isole esotiche. Le fabbriche inquinano? Se si vuol lavorare? L’immondizia ci sommerge? Loro essendo l’1% non ne fanno tanta. La plastica? Come, volete proibire di far bere una creatura piccola nella sua piccola bottiglietta? Poi essendo sempre in pochi mica sono loro a inquinare. Macchine grosse, ville smisurate, condizionatori d’aria, aerei privati, barche e tecnologia avanzata, loro le hanno e le creano per richiesta del mercato mica perché se lo sono sognati di notte. Perciò la colpa è nostra. Nostra perché continuiamo a votare, o astenerci dal votare, certa gente, lontana dai problemi di tutti giorni e dalla gente comune. Il cambiamento climatico è una conseguenza del potere di business che è sorto a padrone di noi tutti. Protestate pure, cari giovani, ma se non buttate giù, dai loro scranni, certi politici , domani sarà come ieri. Poi anche voi, non vi siete accorti di due grandi errori nella manifestazione di oggi? Il primo che parlate per slogan e sempre gli stessi. Ascoltati dai primi e ripetuti fino alla nausea. Mai un tassello nuovo, un informazione in più o un pensiero sincero. Il secondo parlate di plastica e di inquinamento. Ma il vostro caro smartphone? I motorini o le auto che volete per i diciotto anni? La casa enorme? La tecnologia che usate? Sono, forse, fatti di aria? No, belli miei, sono prodotti che inquinano, sia per i componenti, sfruttamento delle risorse naturali e umane, che per lo smaltimento, quando lo si cambia. Virtuosi bisogna esserlo fino in fondo o sennò ci pigliamo per i fondelli. Per finire voglio solo dire che sono molto pessimista per il futuro della nostra vita su questo pianeta. Perché sappiatelo la Terra continuerà a vivere anche dopo e senza di noi. L’ha fatto già in passato e lo farà in futuro. Il pianeta Terra morirà solo con la scomparsa della sua stella che è il Sole. Noi, allora, non ci saremo più da moltissimi tempo. Sono pessimista anche perché non vedo nella gente comune una voglia di cambiamento radicale. Ci hanno abituato a vivere nel presente dimenticando il passato, che fa sempre male, e scordandoci il futuro, chimera da fantascienza di serie Z . Spero di sbagliarmi specie per i giovani e per far sparire dall’animo i sensi di colpa per aver contribuito a tutto questo. Durante la manifestazione, vista in tv, ho intravisto dei cartelli con svariati slogan: “Il clima non cambierà se non cambiano le persone”, “Ci avete rotto i polmoni”, “Siamo costretti a marinare la scuola perché voi non avete fatto i compiti” e tanti altri. C’è stata anche l’intervista al ministro dell’ambiente che ha risposto che ascolterà le ragione di questi ragazzi e insieme si cercherà di costruire qualcosa di nuovo. A parte la prima parte, ascolterà, il rimanente penso di averlo messo giù di testa mia, traducendo le miriade di parole dette, non dette, capite e non capite. Parlano così tanto che non ci si perde. Comunque, ascoltare va bene anche se oggi li avrà, indirettamente, ascoltati. Cosa vuol fare un ripasso? Quello che manca nella risposta è un idea, un piano e, va bene qui ci sta tutta, una promessa. Il tempo stringe e se, speriamo di no, si creerà un doppio binario di dialogo, no clima e si clima, il domani sarà già passato via. Sono pessimista perché ho paura della nascita dei comitati del no-clima e si-clima. Salvatemi, salvateci e salvatela sta povera Terra, che non ha fatto niente di male.
visto che i comunisti son spariti. Sento lontano delle voci che dicono: la sinistra che fa o farebbe? Per ideologia e passato storico dovrebbe interessarsi, molto seriamente, rispetto agli altri. Solo che oggi la politica effettivamente non è più sinistra o destra ma un amalgama di tutti per tutti contro tutti. Un caos dove i populisti sguazzano per creare altro caos e vendere l’anima ai potenti, con promesse scintillanti e personalistiche, di turno. Farsi sentire va bene ma bisognerebbe cambiare le basi da cui partire per una decisione saggia. Cambiare non tanto la politica ma i politici. Quelli che negli ultimi anni sono venuti su a forza di paure e promesse di far passare le paure, da loro create. Veleno e antidoto, elargiti dagli stessi. Il veleno è l’eterna campagna elettorale perenne e l’antidoto le promesse, vacue ed irrealizzabili, solo buone per la volta successiva. Con politici di siffatta leva come pensano i giovani di farli agire e decidere qualcosa? Non solo per il clima ma anche per altro, di diverso. Ah già, loro sono contro il diverso. Rivedere piani e progetti per un futuro vuol dire, oggi come oggi, toccare interessi monetari, speculazioni internazionali e profitti intergalattici di quella parte di persone che detengono l’1% della ricchezza mondiale. Uno può dire che il problema ecologico riguarderà anche loro, hanno ragione a pensarlo, ma loro pensano di essere immuni a tutto questo. Si alzano gli oceani? Vanno in montagna. Si respira male in città? Vanno su isole esotiche. Le fabbriche inquinano? Se si vuol lavorare? L’immondizia ci sommerge? Loro essendo l’1% non ne fanno tanta. La plastica? Come, volete proibire di far bere una creatura piccola nella sua piccola bottiglietta? Poi essendo sempre in pochi mica sono loro a inquinare. Macchine grosse, ville smisurate, condizionatori d’aria, aerei privati, barche e tecnologia avanzata, loro le hanno e le creano per richiesta del mercato mica perché se lo sono sognati di notte. Perciò la colpa è nostra. Nostra perché continuiamo a votare, o astenerci dal votare, certa gente, lontana dai problemi di tutti giorni e dalla gente comune. Il cambiamento climatico è una conseguenza del potere di business che è sorto a padrone di noi tutti. Protestate pure, cari giovani, ma se non buttate giù, dai loro scranni, certi politici , domani sarà come ieri. Poi anche voi, non vi siete accorti di due grandi errori nella manifestazione di oggi? Il primo che parlate per slogan e sempre gli stessi. Ascoltati dai primi e ripetuti fino alla nausea. Mai un tassello nuovo, un informazione in più o un pensiero sincero. Il secondo parlate di plastica e di inquinamento. Ma il vostro caro smartphone? I motorini o le auto che volete per i diciotto anni? La casa enorme? La tecnologia che usate? Sono, forse, fatti di aria? No, belli miei, sono prodotti che inquinano, sia per i componenti, sfruttamento delle risorse naturali e umane, che per lo smaltimento, quando lo si cambia. Virtuosi bisogna esserlo fino in fondo o sennò ci pigliamo per i fondelli. Per finire voglio solo dire che sono molto pessimista per il futuro della nostra vita su questo pianeta. Perché sappiatelo la Terra continuerà a vivere anche dopo e senza di noi. L’ha fatto già in passato e lo farà in futuro. Il pianeta Terra morirà solo con la scomparsa della sua stella che è il Sole. Noi, allora, non ci saremo più da moltissimi tempo. Sono pessimista anche perché non vedo nella gente comune una voglia di cambiamento radicale. Ci hanno abituato a vivere nel presente dimenticando il passato, che fa sempre male, e scordandoci il futuro, chimera da fantascienza di serie Z . Spero di sbagliarmi specie per i giovani e per far sparire dall’animo i sensi di colpa per aver contribuito a tutto questo. Durante la manifestazione, vista in tv, ho intravisto dei cartelli con svariati slogan: “Il clima non cambierà se non cambiano le persone”, “Ci avete rotto i polmoni”, “Siamo costretti a marinare la scuola perché voi non avete fatto i compiti” e tanti altri. C’è stata anche l’intervista al ministro dell’ambiente che ha risposto che ascolterà le ragione di questi ragazzi e insieme si cercherà di costruire qualcosa di nuovo. A parte la prima parte, ascolterà, il rimanente penso di averlo messo giù di testa mia, traducendo le miriade di parole dette, non dette, capite e non capite. Parlano così tanto che non ci si perde. Comunque, ascoltare va bene anche se oggi li avrà, indirettamente, ascoltati. Cosa vuol fare un ripasso? Quello che manca nella risposta è un idea, un piano e, va bene qui ci sta tutta, una promessa. Il tempo stringe e se, speriamo di no, si creerà un doppio binario di dialogo, no clima e si clima, il domani sarà già passato via. Sono pessimista perché ho paura della nascita dei comitati del no-clima e si-clima. Salvatemi, salvateci e salvatela sta povera Terra, che non ha fatto niente di male.
“Dot it now”
We need to wake up
We need to wise up
We need to open our eyes
And do it now now now
We need to build a better future
And we need to start right now
We’re on a planet
That has a problem
We’ve got to solve it, get involved
And do it now now now
We need to build a better future
And we need to start right now
Make it greener
Make it cleaner
Make it last, make it fast
and do it now now now
We need to build a better future
And we need to start right now
No point in waiting
Or hesitating
We must get wise, take no more lies
And do it now now now
We need to build a better future
And we need to start right now
Dobbiamo svegliarci
Abbiamo bisogno di saggi
Dobbiamo aprire gli occhi
E fallo ora ora adesso
Abbiamo bisogno di costruire un futuro migliore
E dobbiamo iniziare adesso
Siamo su un pianeta
Questo ha un problema
Dobbiamo risolverlo, essere coinvolti
E fallo ora ora adesso
Abbiamo bisogno di costruire un futuro migliore
E dobbiamo iniziare adesso
Rendilo più verde
Rendilo più pulito
Fallo durare, fallo velocemente
e fallo adesso ora adesso
Abbiamo bisogno di costruire un futuro migliore
E dobbiamo iniziare adesso
Non ha senso aspettare
O esitante
Dobbiamo essere saggi, non prendere più bugie
E fallo ora ora adesso
Abbiamo bisogno di costruire un futuro migliore
E dobbiamo
iniziare adesso
Nessun commento:
Posta un commento