30/03/19

L'Antieditoriale … !

La Voce della Polvere
Num. : 0013 / 2019        
Titolo : L’Antieditoriale …
(M. Nove)
Titolo : Settimana passata

   Questa settimana vorrei parlare di un argomento, anche se citato come contorno, non si sa a cosa, che è dimenticato dall’agenda del governo: il lavoro. Lavoro con la elle maiuscola e non palliativi, a rinfrescare le torride giornate a venire. Ho capito hanno “tolto la Fornero”, hanno fatto quota 100 e il reddito di cittadinanza e libero accesso alle armi (almeno gli armaioli potranno guadagnare e pagare le tasse per il loro ricavato). Allora per prima cosa sfatiamo il mito di avere abolito, l’infame, legge di quella. Esiste ancora con la sola differenza che gli aventi diritto vanno in pensione qualche mese prima. Ma tutti gli altri nisba. Controllate e informatevi prima di gridare al lupo inutilmente e se ho
sbagliato, amen. Che me frega, tanto. Quota 100 manda, per esempio, a casa medici specializzati con sessanta anni circa per poi richiamare gli ottantenni dottori già in pensione. Speriamo che non tremino le mani a qualche chirurgo in là con gli anni. Che poi non sarebbe neanche colpa sua. Se era una mossa per dare lavoro perché questo, futuro, impiego non si vede all’orizzonte? Se con quota 100 vanno in pensioni, facciamo per caso, mille persone, altrettante dovrebbero entrare a sostituirli. No? Va bè facciamo la metà, l’importante è dare lavoro. Però nella discussione, accalorata e urlante, non c’è traccia di questi impieghi. Al contrario nel reddito di cittadinanza qualcosa c’è. In un piano, però, caotico. Secondo i requisiti per prendere quei soldi bisogna, se avverrà, ho qualche dubbio, accettare i lavori (chi?) che verranno proposti. I pensionati sono ancora loro sotto quella spada di Damocle? O resteranno in pensione con più soldi? In quel caso bastava solo dare gli aumenti che spetterebbero e la 14° come in tutte le Ditte. Oppure, altro esempio,se uno fa l’artista, il musicista o l’acrobata o il pittore o il pizzaiolo o l’orologiaio o meglio il ciabattino, li chiamiamo per andare nelle zolfatare a rovinarsi mani e polmoni, che faranno? Accetteranno senz’altro, bisogna pur mangiare, ma non sarebbe meglio dargli la possibilità di fare un lavoro più loro consono? Altro esempio di cui nessuno parla. Mettiamo che un giovane, nella media normale, né genio né stupido per intenderci,  fa diversi lavori, retribuiti con tutti i crismi tanto il loro guadagno è meno del minimo, ma che sommati gli danno un certo tenore di vita. Allora se questo giovane accetta il “lavoro” che gli assegneranno che farà il tipo? L’accetta e molto probabilmente perderà gli altri e poi perderà anche il reddito. Oppure deve rifiutare e rientrare nella casistica di giovane fannullone? E senza reddito? Oppure prendere il reddito e fare lavori in nero così che nessuno pagherà le tasse e in futuro, per mancanza di soldi, se non si pagano le tasse i soldi non ci sono, non crescono sugli alberi,  e di conseguenza addio reddito di cittadinanza. Tutti contenti e felici. Cari politici un piano lavorativo, per il presente con soluzioni, purtroppo, alla vostra portata, deve essere fatto per il futuro. Un campo per dare frutti va seminato e poi ci vorrà il tempo della natura per dare i prodotti. E questo futuro non c’è nelle beghe di Palazzo. Certo, c’è lo sblocca cantieri. Riempiamo questo nostro meraviglioso Paese di cemento. Asfaltiamo tutto e in futuro asfaltiamo anche il Mediterraneo e poi l’Europa e infine il resto del mondo. Così con le macchine potremo andare in giro, appunto, per il mondo.   Con buona pace degli ecologisti e di madre natura. Solo che sull’asfalto cresce solo l’erbaccia infestante. Fanno bene i cinesi ad andare sulla faccia nascosta della Luna, almeno lì sono costretti a guardare davanti, nel cosmo infinito, e a lasciare nell’ombra le Nostre, di tutti, cazzate. Meglio non meditare, in questo caso non serve. Adesso vado ad asfaltare un pezzo di cortile, pieno di buche.

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