|
La Voce della Polvere
|
|
Num. : 0016 / 2019
Titolo : L’Antieditoriale …
(M. Nove)
|
I giovani, giovanissimi per meglio dire,
sono scesi in piazza, ancora e spererei ancora in seguito, per gridare contro
la distruzione, sistematica, del nostro, unico, pianeta. Ho sempre il sospetto
che queste manifestazioni stiano diventando una “moda”, spero vivamente di
sbagliarmi, e che non sia un pretesto per stare fuori dalle aule, oggi essendo
periodo di feste Pasquali va anche bene ma i futuri venerdì? E dopo la chiusura
delle scuole? Spero di vederli ancora, lì fermi a gridare, in piazza. Penso che
sia una battaglia, giusta da fare, lunga e logorante. Da cui, però, non
dobbiamo e non devono, specie i giovanissimi, indietreggiare. La giovanissima,
leonessa della Terra, Greta fa bene a dire di andare a votare per queste europee. Il problema è chi votare. Ci sono
due sindromi che colpiscono i politici eletti. La più conosciuta è: «Not in my
back yard» ( conosciuto con l’acronimo di “Nimby”)
che possiamo tradurre
come:«Non nel mio cortile». Modo di dire conosciuto dai più. Meno noto ma più
efficace è:«Not in my terms of office» (estensione dell’acronimo “Nimto”) che
possiamo tradurre come:«Fatelo ma non durante il mio mandato». Una sindrome, se
possiamo usare questa espressione, che colpisce ogni politico quando deve
governare un Paese nel suo complesso e per evitare scivoloni nell’impopolarità
sacrifica il bene per tutti per i pochi, amici degli amici. Perciò per ottenere
qualcosa di buono dalle manifestazioni di piazza ci vorrebbe un cambiamento di
mentalità. Che, purtroppo, si ottiene con anni di educazione scolastica,
culturale e saggezza. Ci vuole tempo e il tempo è l’unica cosa che ci manca.
Forse, però, qualcosa si può pretendere subito. C’è una trasmissione che va in
onda sulle reti rai, ogni pomeriggio, che riguarda l’ambiente. Ben fatta e tocca
argomenti interessanti ma … (siamo al solito punto di svolta con i ma) perché
dopo aver parlato di disastri, causa siccità, nell’agricoltura si fa andare in
onda un documentario sulla produzione, agricola, in certi Paesi e la si fa
vedere come una gioia e una bellezza. La gente non capisce se si parla di
disastri e poi si fa vedere che tutto fila liscio. Per non parlare dell’altra
trasmissione, questa solo una volta alla settimana, per fortuna, dove si parla
solo di viaggi e divertimento per il mondo. Amenità, beltà e trovate voi altri
sinonimi, di paesaggi da favola. E l’effetto serra con le sue catastrofi? I
cambiamenti climatici con le sue conseguenze? Se guardano queste trasmissioni
sembra che tutto va bene e la gente quando vede la giovane Greta pensa: «Cosa
dice sta povera figliola così lontana da casa e dai genitori che saranno in
pensiero». Non si capisce più niente e dalla televisione di Stato vorrei più
serietà e partecipazione e verità. Perché sappiatelo il problema esiste ed è
serio. Non certo per la nostra generazione che verrà solo lambita dalla vera
catastrofe ma i nostri figli, figli non nipoti o posteri, loro verranno colpiti
in pieno. Pagheranno un prezzo salatissimo. Sento gridar nell’aere, quante
bufale, tutte cazzate ed eterne fake news. Fate la prova, questi giorni di
tempo incerto possono convalidarla, passeggiate all’ombra, di una via, e
sentirete freddo, tanto da farvi mettere una maglia più pesante. Poi
passeggiate in una via dove c’è il sole. Vi viene voglia di spogliarvi, eppure
pochi metri di lato avevate freddo. Una volta in questi periodi si andava in
giro con un maglioncino e non si soffriva ne di caldo ne di freddo. Questo per
dire che effettivamente qualcosa non va. Quando mai i nostri genitori, e noi da
piccoli, avevano bisogno del condizionatore? E le macchine erano roventi come
diventano oggi? Riflettete e andiamo a gridare anche noi nelle manifestazioni
per il clima e soprattutto cerchiamo di non cadere nella trappola di una classe
politica che pensa ad altro. Affetta dalla sindrome “nimby” e “nimto”. Doppia
sindrome al prezzo di … una catastrofe climatica mondiale.
Nessun commento:
Posta un commento