19/04/19

L'Antieditoriale … !

La Voce della Polvere
Num. : 0016 / 2019        
Titolo : L’Antieditoriale …
(M. Nove)

     I giovani, giovanissimi per meglio dire, sono scesi in piazza, ancora e spererei ancora in seguito, per gridare contro la distruzione, sistematica, del nostro, unico, pianeta. Ho sempre il sospetto che queste manifestazioni stiano diventando una “moda”, spero vivamente di sbagliarmi, e che non sia un pretesto per stare fuori dalle aule, oggi essendo periodo di feste Pasquali va anche bene ma i futuri venerdì? E dopo la chiusura delle scuole? Spero di vederli ancora, lì fermi a gridare, in piazza. Penso che sia una battaglia, giusta da fare, lunga e logorante. Da cui, però, non dobbiamo e non devono, specie i giovanissimi, indietreggiare. La giovanissima, leonessa della Terra, Greta fa bene a dire di andare a votare per queste  europee. Il problema è chi votare. Ci sono due sindromi che colpiscono i politici eletti. La più conosciuta è: «Not in my back yard» ( conosciuto con l’acronimo di “Nimby”)
che possiamo tradurre come:«Non nel mio cortile». Modo di dire conosciuto dai più. Meno noto ma più efficace è:«Not in my terms of office» (estensione dell’acronimo “Nimto”) che possiamo tradurre come:«Fatelo ma non durante il mio mandato». Una sindrome, se possiamo usare questa espressione, che colpisce ogni politico quando deve governare un Paese nel suo complesso e per evitare scivoloni nell’impopolarità sacrifica il bene per tutti per i pochi, amici degli amici. Perciò per ottenere qualcosa di buono dalle manifestazioni di piazza ci vorrebbe un cambiamento di mentalità. Che, purtroppo, si ottiene con anni di educazione scolastica, culturale e saggezza. Ci vuole tempo e il tempo è l’unica cosa che ci manca. Forse, però, qualcosa si può pretendere subito. C’è una trasmissione che va in onda sulle reti rai, ogni pomeriggio, che riguarda l’ambiente. Ben fatta e tocca argomenti interessanti ma … (siamo al solito punto di svolta con i ma) perché dopo aver parlato di disastri, causa siccità, nell’agricoltura si fa andare in onda un documentario sulla produzione, agricola, in certi Paesi e la si fa vedere come una gioia e una bellezza. La gente non capisce se si parla di disastri e poi si fa vedere che tutto fila liscio. Per non parlare dell’altra trasmissione, questa solo una volta alla settimana, per fortuna, dove si parla solo di viaggi e divertimento per il mondo. Amenità, beltà e trovate voi altri sinonimi, di paesaggi da favola. E l’effetto serra con le sue catastrofi? I cambiamenti climatici con le sue conseguenze? Se guardano queste trasmissioni sembra che tutto va bene e la gente quando vede la giovane Greta pensa: «Cosa dice sta povera figliola così lontana da casa e dai genitori che saranno in pensiero». Non si capisce più niente e dalla televisione di Stato vorrei più serietà e partecipazione e verità. Perché sappiatelo il problema esiste ed è serio. Non certo per la nostra generazione che verrà solo lambita dalla vera catastrofe ma i nostri figli, figli non nipoti o posteri, loro verranno colpiti in pieno. Pagheranno un prezzo salatissimo. Sento gridar nell’aere, quante bufale, tutte cazzate ed eterne fake news. Fate la prova, questi giorni di tempo incerto possono convalidarla, passeggiate all’ombra, di una via, e sentirete freddo, tanto da farvi mettere una maglia più pesante. Poi passeggiate in una via dove c’è il sole. Vi viene voglia di spogliarvi, eppure pochi metri di lato avevate freddo. Una volta in questi periodi si andava in giro con un maglioncino e non si soffriva ne di caldo ne di freddo. Questo per dire che effettivamente qualcosa non va. Quando mai i nostri genitori, e noi da piccoli, avevano bisogno del condizionatore? E le macchine erano roventi come diventano oggi? Riflettete e andiamo a gridare anche noi nelle manifestazioni per il clima e soprattutto cerchiamo di non cadere nella trappola di una classe politica che pensa ad altro. Affetta dalla sindrome “nimby” e “nimto”. Doppia sindrome al prezzo di … una catastrofe climatica mondiale.   
 

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