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La Voce della polvere
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Titolo:
I° Maggio
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1°
maggio festa del lavoro. Quando ero immerso, anima e corpo come tutti,
nell’attività operativa vedevo la festa non come un tributo ai lavoratori, in
fondo si festeggia qualsiasi cosa che faccia business, ma come un pensiero,
neanche troppo velato, ai “ponti”. Tra il 25 aprile e il 1 maggio ci sono
stati anni che il stare a casa era un anticipo delle ferie. Un riposarsi dopo
le feste di Natale. E si arrivava anche a fare ponti molto lunghi. L’unica
certezza allora era il lavoro. Oggi questa certezza è sparita nel buco nero
della crisi e nel buco…, lasciamo stare i francesismi, di leggi poco chiare e
inutili che dovevano “rilanciare” il lavoro. Perciò oggi più di ieri la festa
diventa importante e utile. Non per i ponti che ormai fanno parte del passato
ma per l’appartenenza al mondo del lavoro che ci accomuna tutti. Eppure il
significato si è perso nella memoria dimenticata da pensionati e nella
memoria fresca dei giovani. Giovani che sanno solo che il 1 maggio è il
concertone. Dove possono vedere i loro idoli e non dal vivo e senza pagare.
Un circo equestre sembra diventata questa festa. Poi, si chiama festa dei
lavoratori anche se buona parte della gente lavorerà lo stesso. Ospedali,
tassisti, ferrovie, tram, musei, cinema, teatro, ristoranti, bar, polizia,
delinquenti, aerei e chi più ne ha più ne metta. In teoria solo i dipendenti
delle industrie, certi gruppi commerciale ed artigianali chiudono per onorare
la festa. Gli altri lavorano.
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01/05/18
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