19/03/22

19 marzo festa del papà

 





   19 marzo, la Chiesa festeggia San Giuseppe e buona parte del mondo la festa del papà. Mio padre in questo giorno festeggiava sia il compleanno sia l’onomastico e pure la festa del suo ruolo di padre. Un risparmio economico dal punto di vista di chi deve fare regali. Da piccolo per diversi anni, in questo giorno, gli regalavo una bottiglia di brandy, di cui non faccio nomi e non mostro la bottiglia per motivi pubblicitari. Naturalmente molti avranno capito di cosa si tratta … e buon per loro. Il ricordo non è legato al tipo di regalo ma al mistero tenero e persistente di che fine facevano quelle bottiglie e perché

insistevo a comprare quel tipo di prodotto. Dato che mio padre non beveva. Un solo bicchiere a pasto e annacquato di vino, un caffè al bar, una birra quando giocava con gli amici a carte. E un amaro o un vermout quando qualcuno ci veniva a trovare, oltre naturalmente al sempre presente caffè. Bottiglie all’americana, whisky brandy e roba simile, in casa mia non entravano. Non ho mai capito il perché. Eppure i film d’oltre oceano erano seguiti e imitati nei gesti degli eroi di celluloide. Come il fumo, vizio che mio padre aveva. Poi da un giorno all’altro, altro mistero, smise di colpo. Tanto che dopo anni trovavo ancora pacchetti di sigarette mai aperti in giro per casa. Tornando alla misteriosa bottiglia che gli regalavo, non ricordo il perché la compravo, a parte come dono, forse era dovuta alla sua inusuale forma e non dico altro. Fatto sta che ogni anno con un nastro legato al collo del vetro, la lasciavo sul tavolo con un biglietto d’auguri così al risveglio, prima si alzava mia madre e poi lui, la trovava. Quando mi alzavo io mi abbracciava e poi per la giornata spariva lui e per sempre la bottiglia. In cantina non c’era e neppure dove teneva le bottiglie per gli ospiti. Ho fatto tante supposizioni e tante fantastiche elucubrazioni sulla scomparsa del regalo ma senza arrivare a una soluzione. Tolto il teletrasporto operato da parte di quelli di Star Trek che usavano il brandy per sconfiggere i loro nemici o come propulsore per l’astronave e l’evaporazione tra i raggi gamma in un universo parallelo mi rimasero due alternative. La prima era che mio padre, cui forse non piaceva il contenuto, lo regalasse a qualcuno, un suo cugino aveva un bar in paese. L’altra è che la bottiglia finiva a casa di mio zio, discreto bevitore … di tutto. E questo spiegherebbe il regalo che mi fece una volta, era un po’ tanto tirchio e tante volte brillo, consistente in una bella bici da corsa, più grande di me. Allora. Fatto sta che ogni anno mi ricordo di questo “mistero” e ci rido sopra. Da parte di mio figlio neanche un augurio, per la festa della mamma e dei nonni invece sì e a spese delle mie tasche, e neanche di logica un pensierino. In un negozio di roba usata, delle pulci o antiquario come si chiamano adesso, ho rivisto la bottiglia impolverata e originale. Volevo prenderla come ricordo ma poi ho pensato che se spariva sarei ricaduto nella spirale di un mistero che è meglio che rimanga tale e che tutto sia ristretto nel ricordo intimo della mia mente. Di questo ho solo parlato una volta a mia moglie e lei disse lapidaria che io cercavo in un fatto “innocuo” un voler avere un riconoscimento paterno da parte di figli che hanno altro per la testa che ringraziare per averli messi allo sbaraglio della vita. Dalle mogli si può divorziare perché dai figli no? Gli animali, di cui facciamo parte, li insegnano a sopravvivere e poi lì “lanciano nella vita e chi si è visto si è visto. In fondo non fare regali o gli auguri sono la forma più sincera e rispettosa di un figlio nei confronti del genitore. Ed io da piccolo, forse, ero solo un egoista fasullo ingrato che pensava di comprare la complicità e la protezione di un adulto. O forse non siamo tutti uguali e c’è chi odia regalare, chi ama fare doni e chi se ne dimentica. Comunque la pensiate buona festa del papà!

P.S.

Un pensiero sincero e commosso ai padri che nella guerra dell’Ucraina stanno combattendo per un futuro libero dei propri figli e della propria Nazione.

(M. Nove) 


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