La coppia sulla spiaggia ammira un punto equidistante
in lontananza
tra la riga di demarcazione tra cielo e mare e
seppur di notte non vedono
le imbarcazione che nascoste dall'oscurità passano
colme di rimpianti.
Lui pensa al dato relativo della distribuzione
spaziale degli ammassi globulari
anche se sa che non ci capisce niente ma serve a
tenere la volontà ferma
da quelle voglie che solitarie nascono e muoiono nei
pochi secondi concessi.
Lei è persa nel calcolo non del ciclo perennemente
in ritardo cronico
ma del vuoto catturato tra le mani del contenuto
galattico di puro
I due e non tre come si pensa della Coppia son
semplici impiegati
della precarietà giornaliera sfuggevole del per
fortuna che un cazzo di lavoro l'abbiamo
anche se per poco come poca è la soddisfazione e
nullo del tutto il guadagno.
La Luna appesa là sopra o sotto da qualche parte li
osserva sottecchi con l'affetto
dell'effetto di un misero slittamento temporale del
lasciatemi in pace
che tanto e più di tanto non posso, non voglio e non
desidero fare neanche per voi.
Le stelle anch'esse appese un po di qua un po di qui
e anche un po di quo
son stanche degli sguardi puntati addosso da voyeur
ansanti e sognano d'invocare un modello
di buco nero in cui far defluire certi personaggi e
di tirare lo sciacquone intergalattico
proprio su quegli sguardi da torcicollo puntati come
selfie lì da qualche parte.
La Coppia la Luna le Stelle e per fare quattro e
quattr'otto ci mettiamo il carico del Mare
si osservano come studiosi alla prima e unica
scoperta con occhi assonnati e increduli dell'esistenza degli altri
e ognuno si domanda: che cazzo hanno da guardare
questi non avrò la patta dei pantaloni aperta?

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