01/02/19

L'Antieditoriale…!

La Voce della Polvere
Num. : 005 / 2019
Titolo : L’Antieditoriale …                                
(M. Nove)
Titolo :L’Albero Limite,
Titolo :Cornoletame,
Titolo :Sistema Mississippi,
Titolo :”Etero” caffè “bianco” bollente.
L’Albero Limite
C’era una volta un albero, bello, maestoso, orgoglioso e fiorente, in una foresta, tipo quella equatoriale, una dei tanti polmoni del pianeta Terra, che vive tra compagni, amici e amanti una vita lunga e meravigliosa. Quello che non sapeva la pianta era che veniva monitorata, sorvegliata e accudita dalle altre sue compagne. Non perché abbia vinto un concorso, un primo premio della lotteria o abbia combattuta contro corruzione e malvagità. No tutto questo forse sarebbe un retaggio della nostra razza dominante. Quell’albero è nato e prospera anche per la nostra sopravvivenza. È l’albero “limite”. Quella pianta che se fosse abbattuta segnerebbe il non ritorno indietro. L’irreversibilità della natura a rimediare. La fine oltre la “zona Cesarini” di calcistica memoria. Un punto che segnalerebbe la vita come la conosciamo su questo pianeta. Quell’albero se abbattuto segnerebbe l’annullamento del confine tra il poter far, ancora, qualcosa e l’imponderabilità della catastrofe imminente. Uno spartiacque dove ricchezza, egoismo e potere si annulleranno nella fine ingloriosa di un popolo dedito solo al dio denaro. L’albero “limite”, di cui non sappiamo il dove e il quale, sperando che non lo abbiamo già abbattuto, sta lì in mezzo ai suoi simili custodito e amato. Perché loro sanno che sarebbe la fine anche per loro stessi. Non so se sia una leggenda, una favola o un invenzione di qualche pazzoide lunatico … Però penso che, se esiste o meno, la vita di questo albero va
protetta anche da noi umani. Anche come memoria su altri fatti di cui ignoriamo, per mancanza di buon senso e logica, le conseguenze a lungo termine. Il vivere solo per il presente non porta da nessuna parte, specie se l’indomani sorge di nuovo il sole. La domanda è: noi ci saremo?  
Cornoletame
   Per rimanere nell’ecologia casareccia e popolare, voglio portare all’attenzione dei molti che non sanno nulla della coltivazione “biodinamica”. Un concentratori esoterismo, cultura rurale e magia. Un idea venuto a un tedesco nel 1924 e che ogni tanto si ripropone. Oggi in tempo tecnologico è ritornato, forse, per l’aggettivo bio nella sua definizione: agricoltura biodinamica. Letta così sembrerebbe una coltivazione che utilizza fattori inerenti alla fisica, tipo venti o utilizzo di minerali o … altre diavolerie fisiche. La dinamica dagli studi si applica specialmente in fisica. Poi si scopre l’utilizzo del “cornoletame” e cadono le braccia e forse anche qualcos’altro. Si tratterebbe di mettere la “margherita” delle mucche, la cacca insomma, in un corno di mucca. Mucca che deve avere figliato almeno una volta. Non vergine in poche parole. Il tutto viene sepolto nel terreno per un tempo x. Poi una volta tolto dal terreno servirà a concimare il terreno, con ottimi risultati. No voglio dire niente infondo le credenze sono credenze e fanno parte degli usi e costumi delle popolazioni. La Terra ne è piena di queste facsimili di credenze. Vorrei solo ricordare che da più parti ci vengono a raccontare che il futuro è dei contadini e che loro ci salveranno. Con l’agricoltura. A sta cosa ci credo, o voglio crederci, non so. Però, essendo un essere pieno di dubbi, vorrei sapere: perché il letame, che si è sempre usato, prima dei prodotti chimici, non lo si sparge direttamente sul terreno? Invece di infilarne una piccola parte nel corno? Poi, quanti corni, ripieni, ci vogliono per concimare un campo? Poi con i prodotti chimici che hanno usato per secoli e lo sfruttamento della terra, come possono essi stessi essere i salvatori di questo pianeta? Penso che tutti, dico tutti, dobbiamo prendere questa responsabilità e insieme salvarla … la Terra!
Sistema Mississippi
   In una parte della “democratica” USA c’è un sistema per la ricerca del lavoro: il sistema Mississippi. Che sembra dia buoni risultati, tanto che il nostro, vicepremier, ministro del lavoro lo vorrebbe adottare. Ho detto sembra, riguardo al sistema, non per l’accettazione, incondizionata, del politico. La notizia è stata ricavata da un articolo de L’Espresso, che per verificare l’autenticità ha fatto un esperimento. Prima vediamo in cosa consiste il sistema. Le domande per l’impiego si fanno on-line rispondendo a “un format”. Generalità, email, numero di telefono, sesso, etnia, istruzione, salario attuale (sono per caso esclusi i disoccupati?), carriera professionale,  lettere di raccomandazione … niente richiesta di conoscenza lingue straniere e del titolo di studio. Una giornalista del Settimanale ha compilato il format. Includendo anche titolo di studio e la conoscenza di tre lingue straniere. La risposta è arrivata dopo mesi, in fondo cercare lavoro richiede tempo, con una proposta di lavoro. Cappellano in un collegio penitenziario. A un ingegnere termonucleare spaziale diamogli un lavoro da muratore, senza offesa per quest’ultimi. Una volta si dicevano: le solite americanate, oggi le vogliamo copiare? Prima di parlare, possibile, che nessuno si informa più.
“Etero” caffè “bianco” bollente
   C’era una volta, ebbene si un'altra favola, in una città di quel nord laborioso, sulla carta, dove prosperava un bar. Bar con entrata, con tavolini e sedie intonate, col bancone, immaginiamo di marmo e legno, uno specchio alle spalle dell’esercente e scaffali pieni di bottiglie e bicchieri. Una macchinetta del caffè e un vetrinetta di brioche e croissant, fragranti e profumati al mattino e gelidi e distanti alla sera. Un bar come tanti altri, con la clientela fissa e qualche sporadico essere vivente di passaggio. C’era una volta e ancora c’è … un bar. Direte cosa ha di diverso, di speciale sto c…o di bar?
Niente di particolare, solo che per essere serviti bisogna essere etero sessuali, chiederà un documento o una prova, di colorazione, la pelle, di una tonalità sul pallido, ricordate i “visi pallidi” dei film western che si vedevano da piccoli?. Sembrerebbe uno dedito al razzismo invece ha una giustificazione medica. Quando vede un omosessuale, come fa a capirlo senza un coming out dell’interessato (sesto senso per i propri simili?) o vede un color diverso dal pallido, come si comporta con gli abbronzati , lui viene colpito da rigurgiti che lo fanno stare male. Poverino. Un consiglio per guarire … chiuda e vada a vivere nei caraibi al sole. Ops, li non sono pallidi.




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