25/01/19

L'antieditoriale...


  
                                                  Rimborsopoli

   "Se c'era un sistema, c'era certamente da 30 anni e loro lo hanno ereditato in buona fede", ha dichiarato un avvocato difensore nel processo conosciuto come “rimborso poli”. La sentenza ha decretato la colpevolezza di quasi tutti. Non del processo vorrei parlare, ma della frase di quel legale. Con la premessa che un avvocato è abituato a scaricare, sui clienti, tutto quello inerente alla sua funzione. Compresi viaggi, soggiorni e pranzi, o cene, per facilitare il suo compito e raggiungere la discolpa del suo cliente. Cliente che paga profumatamente il legale. Ma … un consiglio Regionale non è un istituzione privata e non deve assolvere dei clienti, privati. I suoi fruitori sono la popolazione, i cittadini. In poche parole noi. Perciò niente alibi e niente sconti. Loro hanno sperperato i “Nostri” soldi. Se il sistema era marcio, nessuno lo discute, loro che sono stati messi lì, apposta, per correggere ed asportare il marciume dovevano essere al di sopra di tutto. Con onestà dovevano correggere e non avvallare la consuetudine. Che gli elettori si alzino a indicarli questi
saprofiti della pubblica amministrazione, eletti per governarci con onestà e rigore morale, che pensano di fare invece i propri porci comodi. La vicenda, purtroppo, avrà alla fine dei vari ricorsi e sentenze di appello, penso, un altro esito. Un esito nefasto per gli onesti e gli Ingenui dato che le leggi per cui sono stati condannati è cambiata e la discussione sarà se ne fa parte, lesa, come retroattiva o no. In sostanza a prescindere andrà a finire che per cavilli giuridici e legislativi saranno o assolti o ridimensionati o prescritti. Quanti saranno assolti per non aver commesso il fatto?







                                      Stime negative …

   “Bankitalia? Fa previsioni errate da diversi anni. Non è la prima volta che le stime di Bankitalia finiscono per rilevarsi infondate. Sono diversi anni che non ci prende. Solo che è strano: quando c’erano quelli di prima le stime erano al rialzo, ora invece sono al ribasso”. Questo il pensiero di un vice premier alle dichiarazione di bankitalia. Quest’ultima ha anche il compito di vigilare e avvertire lo Stato principale di incongruenze e pericoli monetari. Senza colori e bandiere di partito. Specialmente di sinistra. Perciò il vice leader dovrebbe imparare a dire le cose come stanno e non come la pensano loro. In quanto alla rabbia del fatto che l’ente non ha mai azzeccate le stime, che qualcuno ci pensi su un attimo. Perché non è mai successo? Forse perché i governi, quelli di prima del cambiamento, hanno ovviato all’inconveniente con misure adatte a loro prima di tutto e quasi sempre a discapito dei cittadini, ma risolvendo e annullando le stime negative. In poche parole hanno fatto il loro dovere, anche se discutibile. Perciò forse prima di parlare sarebbe meglio fare qualcosa di positivo per la popolazione e per lo Stato. Forse basterebbe lavorare sul, scusate il gioco di parole, lavoro, che non c’è più. Le stime apocalittiche si combattono dando alla gente lavoro e con esso la possibilità di vivere degnamente. Possibili che non capiscono che se l’economia è ferma è perché mancano i soldi e la vil moneta, in una società come la nostra, la si guadagna con il lavoro e solo con quello. Anche se molti dimostrano il contrario.










Il bambino con la pagella …


   In questi giorni si è parlato molto di un libro, in trasmissioni televisive e con vignette su quotidiani, di una patologa. Una donna, coraggiosa per il mestiere che fa e per quello che deve vedere ogni giorno, che fa l’autopsia sui cadaveri recuperati dal mare. Corpi di migranti, quei corpi, divenuti tali, che qualcuno ha proibito di farli sbarcare nei nostri porti. Molti sono bambini, ragazzi, adolescenti  o forse già uomini fatti. Per fare il viaggio della speranza bisogna essere adulti, se non fuori senz’altro dentro. Il libro in questione è “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” di Cristina Cattaneo. Non voglio fare pubblicità, non ci guadagno e non voglio guadagnarci sopra, ma vorrei che la gente lo comprasse, io l’ho fatto, e soprattutto che lo leggesse. Sarebbe meglio che i contrari, i populisti e la gente pigra nel pensare andassero in quei porti, vietati all’accoglienza e poi su una nave verso il largo. Verso quel tratto di mare dove giornalmente barconi, gommoni e scafi malmessi viaggiano in balia delle acque. Che guardino quei corpi che non sono né pesci né uomini. Solo schiuma nella schiuma. Che vadano a vedere i corpi che i marosi, incuranti del divieto, portano corpi su corpi. Forse se vedono e toccano il loro giudizio potrà cambiare. Forse basterebbe leggere il libro, ma sento già dire che è un invenzione dei soliti sinistroidi pagati dalle banche. Che ossimoro. Come può un migrante avere la pagella di tutti 10 (dieci), quando noi sono anni che ci barcameniamo per un sei politico stiracchiato. Una pagella messa nella fodera della giacca, senz’altro da una madre, per far accettare al meglio il ragazzino. Invece … 










                                    Non è nel contratto …


   “Non è nel contratto …” Quante volte abbiamo sentito questa frase? Migliaia, specialmente quando le domande si fanno incalzanti e fuori dal coro. Purtroppo certe domande le fanno in pochi ormai. La maggior parte dei cronisti li lasciano parlare a ruota libera. Così come nelle campagne elettorali ripetono le solite cose trite. E quando sono messi alle corde ecco spuntare fuori la frase. Il problema non è chi parla, secondo me, ma chi ascolta. Possibile che le persone hanno perso la facoltà di ragionare e di avere dubbi. Osservare, ascoltare nel nostro caso, analizzare, avere dubbi, e dedurre, dare una propria interpretazione, senza ripetere quello sentito da altri, con proprie parole. Il metodo ricorda Sherlock Holmes. Forse alla fine si arriverà a dire, anche noi, non è nel contratto.  Un dubbio: ma una volta svolti tutti i punti del contratto che faranno? Se ne vanno? Rimangono a vivere sulla gloria passata? Faranno un altro contratto? O si litigano su tutto per allungare il soggiorno nei palazzi politici? Se ci azzeccano bisogna oltre a ringraziare fargli anche un monumento a futura memoria? E se sbagliano e non saranno più eletti chi pagherà i danni collaterali, i nuovi? Lo so che non c’è nel contratto ma del lavoro se ne parla?









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