Il mondiale va avanti, anche senza
di "noi". La Nazionale è tornata tra la solitudine dei
tifosi. Loro scesi allo scalo come ladri rasenti il muro per non
farsi vedere. La gente a casa a pensare a cose un pò più serie. In
fondo anche se ci andavano cosa avrebbero dovuto fare, fischiare?
Lanciare pomodori? O cosa? Senz'altro dovevano accoglierli con un
lungo applauso che con la figuraccia fatta sarebbe risultato di
scherno. E poi tutti a casa lasciandoli li come fessi sotto la
pioggia dell'indifferenza. Gli sportivi, e non solo quelli addetti ai
lavori, lo sapevano già che il viaggio sarebbe stato breve. Le
avvisaglie nelle due ultime partite per l'ammissione. Due pareggi e
che se sarebbero state anche due perdite i mondiali l'avevano già
conquistato. Solo che così si è passati da primi a secondi e finiti
come volevasi dimostrare in un girone d'inferno. Altre avvisaglia il
mancato rispetto delle regole, le stesse emanate da colui che le
doveva far rispettare. Lo stesso a cui nessuno aveva chiesto questi
principi a cui attenersi. Essndo in Italia c'era da aspettarselo che
chi fa le leggi e anche il primo che non le rispetta. La Storia è li
a dimostrare tutto ciò. Anche se in tutta sincerità chi doveva
essere lasciato a casa, colpevole dell'infrazione delle regole, è
stato uno dei migliori e uno di quelli che si sono dati da fare fino
alla fine. Penso però che se questo giocatore fosse di una squadra
diversa dalla sua molto probabilmente sarebbe stato a casa. Questa è
polemica. Polemica che fa risaltare l'ultima avvisaglia, un blocco
eccessivo di una squadra che si ha vinto il campionato, e mi fermi
qui, ma che in campo internazionale finisce sempre male. Salvo
qualche eccezione per fortuna loro e anche dei tifosi italiani.
Molti tifosi erano pessimisti sulla
prima partita che invece la Nazionale ha vinto e giocando bene. La
prima volta che si vinceva la prima partita che di solito si
pareggiava e alcune volte si perdeva. Che tutto fosse cambiato? Il
tifo alle stelle ma gli addetti ai lavori molto cauti. Che sapessero
già tutto? Seconda partita, facile sulla carta e invece... la prima
volta che si perde la seconda partita che di solito si vinceva. Molti
già a tuonare che contro le squadre deboli si perde sempre.
Premessa: ogni incontro, ogni gara, ogni partita di solito ha un
vincitore. Perciò non è importante il risultato ma come ci si
arriva. E per quello che la Nazionale ha dimostrato in campo solo la
sconfitta era il risultato più giusto. Dispiace dirlo ma è la
verità. Fiacchi, svogliati, lenti, in apnea, sfiniti, spompati e …
Purtroppo bruciando dei giocatori con delle sostituzione un po'
azzardate e lasciando in campo quelli veramente da sostituire.
Azzardo un ipotesi: dopo la prima partita i giocatori si sono
rilassati e invece che allenarsi, con serietà, abbiano pensato ad
altro. I media naturalmente a dire che avremmo vinto l'ultima partita
o anche solo pareggiata. Bastava. Era la prima volta che la squadra
veniva graziata dai giornali e dai tifosi. Persi in altri problemi e
in altre tasse da pagare.
Arriva la terza partita quella che di
solito ci fa soffrire ma che ci regala sempre il passaggio alle gare
successive. Foto copia della seconda e con identico risultato. Tutti
nel pallone, dai giocatori azzurri, all'arbitro, all'allenatore, ai
fischi, ai cambi, alla panchina, agli telespettatori e... Gioco
inesistente e puerile. La società del calcio nostrano dovrebbe
chiedere i danni sia d'immagine che di soldi. Poteva far pagare alla
squadra il rientro e a farsi dare i soldi spesi. Non si può uscire
dai mondiali in questo modo e già con la qualificazione in tasca. In
compenso Una Svizzera, gli Stati Uniti, la Costa Rica per citare le
più eclatanti sono passate. Da “noi” solo violenza negli stadi,
giocatori più che miliardari, un unica squadra e le altre a
rimorchio. Dire che è malato, o marcio o quello che volete è solo
una discussione vuota ed accademica. Il calcio italiano non esiste
più, ecco la vera ed unica verità. La riprova? Andate nei vivai dei
pulcini e poi a salire. Capirete non solo il problema calcio ma anche
il tifo becero da dove arriva.
Va bè, una vinta si vince e un'altra
si perde. Finita un era se ne crea un altra. Unico auspicio che il
ricambio sia quasi totale. Dai veterani alle promesse, rimaste tali,
e all'allenatore. Due punti su cui riflettere: il primo sapere cosa è
successo negli spogliatoi dove i “vecchi” si sono scagliati
contro i presunti “giovani”. Secondo: come mai alcuni allenatori
papabili hanno rifiutato?
Altre vignette per ricordare che il calcio è solo un gioco. Un bellissimo gioco.





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