Settembre, fine estate e inizio autunno, raccolta nei vigneti e ricerca nei boschi dei primi funghi e delle prime castagne.Settembre, inizio del Lavoro, anche se a causa della crisi è quasi una chimera specie per i giovani, e inizio della scuola, con gli stessi problemi di sempre, forse aumentati dal volere correggere le imperfezioni. La gente riprende, dopo l'apnea di sole e caldo, anche se molti l'hanno sofferto in casa, la solita routine, il tran tran quotidiano, il ripetersi della vita normale. Anche se normale, da qualche anno non lo è più. Si riprendono i propri problemi, tanti e in aumento, i ritmi più congeniali, anche se dominati dall'incertezza, e i propri stili di vita, sempre in cambiamento per stare dietro al momento. E' ritornato il calcio con la sua forza coinvolgente, insito nel gioco stesso, e la nausea nascente da gesti estremi e stupidi sia in campo che sugli spalti e in televisione.Che faccia più danno l'arbitro che sbaglia, un tifoso che non accetta il gioco o lo sport per quel che è, un puro divertimento, un giocatore famoso che si comporta da star del gossip o un giornalista che con le proprie allusioni o sentenze scatena reazioni di cui si toglie di mezzo, sempre colpa degli altri, non si è dato di saperlo e l'unica cosa certa e chi comanda queste categorie sono l'ignoranza e la stupidità. Sarebbe bello che dopo l'incontro, visto alla TV o allo stadio, le persone si togliessero gli emblemi di distinzione e facesse una capatina a bersi un caffè, un aperitivo o a fare una passeggiata. Il mondo è altro ed è più rotondo del pallone. Settembre l'inizio della maratona che ci porterà al prossimo agosto e speriamo ferie. Se il mondo, le stagioni e gli animi si muovono una cosa resta ferma, improduttiva e negativa per tutti noi: la politica. Statica, immobile, auto celebrativa, sorniona, crapulona, incredula, insensibile, ruffiana, ignorante, ricattatoria, apolitica, sorda, cieca e cattiva. Settembre, con l'autunno che avanza verso futuri incerti, ha lasciato dietro storie strane e incredibili, al limite del grottesco o forse per questo normale. Di una normalità che in questo Paese assurdo e difficile da comprendere è la prassi logica e talvolta volgare. Libri. Libri, che come funghi sbucati dal bosco, escono, loro poveretti, dai cassonetti dell'immondizia e neanche da quelli differenziati. Libri, non quelli appena usciti o di prossima pubblicazione, non quelli assordanti e ridondanti dei vari festival, manifestazioni, mostre, raccolte e incontri. Quelli hanno visibilità anche se indiretta. Parlo dei libri che ognuno ama aver letto e vederli in librerie spartane o di classe. Che come il cimitero degli elefanti secondo leggenda non si sa mai dove vadano a finire. Adesso si sa purtroppo, nei cassonetti. E si sanno anche i colpevoli. L'ultimo episodio ad agosto a Genova, davanti alla Feltrinelli (?) sono stati scaricati nei bidoni, generici, quantità abnorme di libri, molti dei quali di importanza letteraria. I commessi della casa editrice hanno avvisato, tramite facebook, parenti e conoscenti e poi il passaparola. In tanti a recuperare le pagine scritte gettate. Forse la Feltrinelli avrebbe fatto bene a recuperarli e poi regalarli a chi li voleva. Non sarebbe stata una buona pubblicità? Nell'incetta non c'è stata lite, o un contendersi titoli, scambi verbali, voci alte o spinte. Tutti a prendere come un raccolto della Terra. L'autunno c'entra. L'altro episodio è successo a Bari in maggio. Un passante ha visto i libri e ha avvertito gli altri. Erano tanti anche qui e se non di pregio come a Genova hanno fatto contenti le persone accorse. E anche qui in perfetto accordo e altruismo. La gente diventa civile dopo un fatto di inciviltà? Forse. Gettare libri invece è decadenza, è perdere i propri valori, cancellare la nostra storia. Gettarli è solo un passo prima del bruciarli e il passato ci ricorda cosa è successo dove questo avveniva. La Storia insegna ma serve anche la memoria materiale. Chi li ha buttati, sappiamo chi sono, dirà che non sapevano che farsene, non c'era spazio, erano ingialliti, facevano polvere e poi con il lavoro non si ha tempo di leggere. Scuse valide o non valide sono sempre scuse. Lo spazio senz'altro incide e vedere montagne di libri sparse per la casa non è tollerabile, specie dalle amiche con la puzza sotto il naso, dove se devi andare al cesso è meglio andare al bar di sotto. Pensare che i nostri nonni costruivano case dove ci stavano più famiglie e c'era sempre una stanza da adibire come studio. Poi siamo diventati "intelligenti" e le case le facciamo che neanche le formiche vengono più a "trovarci". Non ci passano. Cosa farsene dei libri che il pover'uomo o la povera donna hanno lasciato? Per esempio alle biblioteche o ai Comuni che poi potrebbero donare ai poveri, oppure a quelle associazioni che fanno lo scambio del libro, uno importante è a Vercelli. Al limite ci sono i negozi delle cose usate e i mercatini dell'antiquariato che si stanno specializzando in vendite, a prezzi bassi e accessibili, libri usati. Fate un giro e vedrete. Oppure dopo aver letto un libro lo lasciate da qualche parte lasciando scritto che chi lo trova faccia, dopo averlo letto, lo stesso. Oppure come il pensionato in provincia di Brescia che per arrotondare la bassa pensione (500 €) offre i propri libri a scapito di un offerta a discrezione dell'acquirente. Per la cronaca è stato multato (160 €) da due vigili "solerti" per occupazione del suolo pubblico. Quando li cerchi non li trovi mai e poi... Per concludere dirò che in casa ho circa seimila libri tra saggi, romanzi e poesie e non so in futuro che fine faranno, spero solo che quelli che riguardano la storia e la serie dei premi Strega rimangono. Per gli altri amen. Ne avrò letti circa duemila e tanti forse non li leggerò mai. Pazienza, sentirne l'odore, vedere le copertine, osservarli in piedi o coricati e cercarli con lo sguardo è già appagante. Come da prassi dopo le "cattive" notizie si gioca il jolly con una "buona".Ad Ischia l'editore Graus ha regalato a diversi lidi delle ceste con dentro libri da donare e da leggere in spiaggia (circa 1600 libri). Un grazie di cuore.





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