16/07/13

Calcio? Ancora sport o altro?


Negli ultimi anni non seguo più il campionato di serie A e gli altri. Non vado più a vedere la squadra di calcio, in uno di quei infiniti campionati che ogni anno cambiano nome. E chi vince o perde si sta sempre lì, in quel di limbo sospeso in una realtà strana e anomala. Vedo la Nazionale ma anche l' sto perdendo la voglia, non gioca quasi mai, per non dire solo mai, bene. Forse, vedendo l'under 21 con giocatori di serie B, viene da pensare che non funziona forse perché fanno giocare giocatori di squadre che per andare avanti... non voglio fare polemica. Ognuno ha gli occhi per vedere, mi correggo ognuno ha gli occhi coperti dal tifo, una delle tante malattie che imperversano in questa nostra Italia. Una volta si diceva che contro la stupidità neanche gli Dei possono nulla. A questo aggiungerei anche il tifare una squadra. Ci si riduce a pecoroni belanti al comando di persone che si fanno i soldi alle nostre spalle di "coglioni" patentati. Lo so che tifare, avere nel cuore i colori, eccitarsi per un campione e sognare con altri alle prodezze della propria squadra non ha limiti. Ma... esiste anche un ma, perché in momenti di crisi come questi si sentono parlare di cifre astronomiche per giocatori, alcuni dei quali, fra qualche anno non sentiremo più parlare. E mi rivolgo specialmente a loro, ai giocatori, idoli ed eroi da imitare, vi scordate che oltre che campioni siete dei salariati? Degli "operai", dei lavoratori e come tali dovreste avere rispetto degli altri stipendiati. Non pretendo che prendiate come un precario, un operaio metalmeccanico, un minatore ma santo cielo... un pò di pudore per cifre che farebbero vivere dignitosamente per diverse generazioni molte famiglie. E per lo meno sul campo e fuori foste più umili e meno "lecchini" verso società affaristiche, dedite solo al business. E anche un pò di correttezza nel gioco. Molti giovani sono stati rovinati dalla vostra avidità e dalle parole non dette e specie dai fatti non spiegati. E, voi giocatori, poi smettetela di essere sempre spompati e rotti. Se sbagliano allenamento licenziate i preparatori e correte, fate solo quello come professione. Vi immaginate in un industria metalmeccanica dei lavoratori che si rompono come voi, che sono sempre stanchi e girano per il campo a vuoto? Secondo voi che fine farebbero?
Per concludere allego un servizio fatto dall'Espresso recentemente:






Nessun commento:

Posta un commento