Le
promesse si sono sprecate negli ultimi tempi. Da quelle fantasiose a quelle
irrealizzabili a quelle che speriamo non si avverino. Lo so, fa parte della
campagna elettorale promettere sapendo di non mantenere. Ci sta. Ma fatemi il
piacere, nessuno giocherebbe a carte con un baro che dichiara di esserlo.
Nessuno starebbe ad ascoltare uno che spara cazzate e nessuno andrebbe a vedere
una partita di calcio quando non c'è nessun incontro in programma. Perciò
perché dobbiamo stare a sentire sparate, paroloni, insinuazioni, promesse,
appunto, sapendo di sapere che dicono il falso? Un buon politico si riconosce
da altro. Dalla fattibilità dei programmi, dalla serietà nell'esporli, dalla
sobrietà, no questa non vale dato che ci sono sobri dove non dovrebbero esserci,
dalla faccia pulita con cui si presentano. Gli americani vedono giusto quando
di fronte a certi personaggi escono fuori con la fatidica frase «Comprereste
una macchina usata da costui?». Ebbene noi, intesi come Paese diremmo di no,
anche se poi, di nascosto, la compriamo. Ma il punto non sono le promesse in sé
ma se sono utili non per l'oggi ma per i cinque anni di legislatura e anche più
avanti. Quello che manca è la visione del futuro. "Loro" non l'hanno
mai avuta e noi, intesi come Paese, l'abbiamo scordato. Vogliono abolire le
tasse, che meraviglia. E poi asili, scuole, ospedali, strade, comuni, regioni,
province, cultura, paesaggio, beni storici, parchi, l'acqua, il sociale e chi
più ne ha più ne metta. Chi ci penserà? E noi saremo più ricchi se non paghiamo
le tasse? Si risparmia in tasse e poi paghiamo i servizi. Invece delle tasse
proviamo ad abolire le bollette che ci tartassano ogni tot mesi. Allora qualche
euro in tasca ci sarebbe. Altra promessa tanti, tantissimi posti di lavoro. Da
un milione siamo a quattro. Dimenticavo l'inflazione. Ma dico io se
effettivamente ci sono tutti questi posti disponibili ma dov'erano fino a ieri?
E dove sono adesso? Erano nascosti talmente bene che nessuno li ha trovati e
visti. Sarebbe da fare causa a chi elabora una promessa simile altro che...
Promesse, promesse per pur piccine che voi siete... valete solo il fiato di
dirle, forse neanche. Ripeto fa parte del gioco politico anche se di indubbia
morale. Però vorrei che si facessero quelle a lungo termine, serie e attuabili.
Si sa che viviamo nel presente e in un presente di crisi ma se non abbiamo una
veduta futuristica rimarremmo fermi per sempre. I nostri nonni, prima, e i
nostri padri, dopo, hanno fatto sacrifici per permetterci di studiare, di avere
un lavoro e una casa. Progetti che partivano da lontano per andare ancora più
lontano e specialmente per dimenticare il "loro" presente. Molto
simile al nostro, di oggi. Per questo che adesso abbiamo, avevamo, un buon
lavoro, una casa e le altre cose, utili e meno utili. E nella soddisfazione ci
siamo fermati. Nel presente. Vogliamo, inteso come Paese, diventare più ricchi
subito, la finanza ci ha speculato e momentaneamente vinto, pagare di meno
tutto, con aumento proporzionale di evasioni fiscali, lavoro nero e difese
corporative. Comprare per far vedere di essere ottimisti e di aggregarsi agli
squali che nuotano intorno a noi. Siamo cambiati e in peggio. Se una
corporazione protesta siamo loro complici, per convenienza attuale e ci
dimentichiamo che siamo le vittime predestinate di quella o altra corporazione.
Una volta si diceva di pensare al futuro ebbene oggi lo è di più. Senza un
futuro non esistiamo, non andiamo avanti, non creeremo, non saremo uno Stato
libero e democratico. Perciò invece di promesse parlate, o voi politici, di
cosa fare realmente e anche se occorre drasticamente. In fondo certe volte
quando un dente fa male bisogna toglierlo, anche se prima sarebbe meglio
cercare di curarlo. Un dubbio rimane, se non vediamo il futuro non è che
abbiamo, inteso come Paese, scordato il passato?

Nessun commento:
Posta un commento