Ultimo
giorno dell’anno
Ultimo
giorno dell’anno un sipario d’avanspettacolo d bassa leva,
strappato
da mille incomprensioni di milioni di insofferenze e un unico sudario,
perso
colando nelle piaghe di egoismi e avidità delle proprie e altrui tasche,
inutilmente
vuote anche dopo essere stati a lungo dei sonori ed eccellenti furbetti.
Ultimo giorno dell’anno trascorso tra pandemie sotto ricatto di pochi inutili esseri,
di
guerre in corso anche se mai dichiarate da uomini che si credono grandi,
di
cambiamenti climatici che nessuno vuol riconoscere tanto è sempre stato così,
di
femminicidi nascosti nella voglia di possesso non del cuore ma del corpo.
Ultimo giorno dell’anno dove l’abitante supremo del pianeta si è perso nella sua gloria,
di
essere al di sopra del resto e dei propri simili rinnegando il tutto e il
niente,
dove
fallisce in una politica abolita da discorsi senza senso e strutto ridondanti,
dove
politici che seppur hanno fallito sono davanti a tutti con faccia di tolla.
Ultimo giorno dell’anno con le nostre piccole manie da pescioloni rossi in una piccola boccia,
dove
con segni scaramantici crediamo di deviare il corso degli eventi verso altri,
a
cui dare la colpa per le nostre deiezioni e il nostro unico e solo fallimento,
l’esistenza
per calpestare tutto e incolpare il vicino perché ha l’erba più bella.
Ultimo giorno dell’anno dove stillare un resoconto dei giorni settimane e mesi,
passati
a ignorarci per tornaconti elitari che non hanno una struttura duratura,
dove
il lavoro non ha più un titolare e un dipendente ma solo un algoritmo che
decide,
come
in questo assurdo gioco chi vince chi perde e chi deve sparire dalla società.
Ultimo giorno dell’anno dove i bambini non crescono all’aria a causa di giochi,
che
gli prendono anima e futuro che molti di loro non avranno mai,
perché
periscono su barconi in mezzo al mare o in ospedali,
dove
fame carestie e malattie sorpassate in pochi luoghi governano a loro danno.
Ultimo giorno dell’anno a stendere un rapporto che nessuna mano vorrebbe vergare,
ma
che bisogna farlo non tanto per gli altri ma per se stessi per ricordarci chi
siamo,
combattenti
di una lotta ancestrale persa in aiuti inutili e di accettazione di cose come
stanno,
Illudendoci
di essere solo e unicamente degli esseri umani e … basta!
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