15/10/21

Forse si citerà una …

 





Seduto sulla panchina al parco …

Guardare il visibile intorno nella ripetizione d’atti nostrani

di gesti e umori d’una vita che scorre lentamente come un ruscello

dalle acque torbide di emozioni vaporizzande verso il cielo

dove solo nubi foschia e solitudini (r)esistono.

Annusare l’aria pregna d’odori irriconoscibili nell’immediato ma fetidi

nella mattina fresca d’un freddo penetrante dentro ossa una volta forti ora fragili

lontane da quel letto di battaglie perse dove porter riposare lontano

da paure del buio eterno senza un briciolo della civiltà nostrana.

Piangere lacrime inesistenti ma copiose su gote mal rasate

nel ricordo di passate intuizioni smarrite in un lavoro

lontano nel tempo che non sarà più come allora pur esistendo

dove pianto gioia sudore vita si mescolava con il vivere quotidiano.

Guardare il visibile che si (s)materializza nella ripetizione della prima volta

in atti diversi eppure importanti dentro un ruscello limpido di liquami

agli occhi che non vedevano ma che sentivano il cambiamento

dalle torbide sensazioni del passare del tempo forse perso o forse vinto!

 

 

 

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