La Figura...
La figura presente cammina lungo i marciapiedi svuotati rasente ai muri
con lo sguardo fisso dietro alle lenti appannate dal respiro
cercando di evitare non le deiezioni canine ma l’orma del vicino
che viene liquidato con un frettoloso scarno trattenuto cenno
a mò di saluto che non vuol più essere un buongiorno ma l’addio.
La figura indistinta cammina tra i tanti troppi a sentire la tv
per inserire il distanziamento sociale evitando gli assembramenti
elusi nel rimorso della voglia di sedersi al bancone del bar
per l’ asporto indiscriminato più per l’amicizia che per il caffè
nero bollente che non sa di niente in quel contenitore da nulla.
La figura svaporata cammina con un pezzo di carta in tasca
per autocertificarsi in quella e altre uscite della propria esistenza
lungo un tragitto che lo porta al solito punto dove fa la spesa
l’unica ora d’aria in un cortile da stare alla larga da tutti e tutto
per la speranza che finisca presto alla faccia di chi non rispetta piccole regole.
La figura inesistente cammina tra il fogliame dei sogni suoi e altrui
alla ricerca di non sa cosa di preciso ma fermo nel combattere
la guerra non voluta e le battaglie piccole perse una dietro l’altra
sperando che lacrime sudore e respiro esistano ancora al risveglio
onirico di sensazioni triturate da slogan dai campagna elettorale.
La figura che rimane solo una figura non oltraggia per rispetto
chi ha sofferto e soffre attaccato alla parete rocciosa di una vita
in una società creata che non è più quella desiderata ne sperata
nei discorsi con amici sui muretti a pendio sul mare
o con amanti dopo una notte che si spera in un futuro più serio!

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