12/03/21

Forse si citerà una … !


 




Viaggio

Cammino nella fermezza assoluta della precarietà di una sosta

sulla pista che da un muro scrostato va a sbattere contro un altro

fresco di traboccante intonacatura gocciolante nel propagarsi

lungo il vicolo cieco maleodorante di rose canine assassinate dall’edera.

La chitarra a spalla come un zaino carico emette suoni sotto il tocco

delicato di una ruvidità corrisposta da dita infreddolite protette nei guanti

usati all’infinito e riusati da passati remoti dai lavapiatti di colore pallido

che si sbiancano all’ira nera di un fetore nauseabondo di un getto d’acqua.

Viaggio in continuazione sulla pista indiana asfaltata di margherite gialle

passando tra paesaggi immutabili di cartoline smosse e da fermo immagine

alla ricerca di quel posto che nessuna cartina non ha mai indicato

ma che i cartelli di legno secco marcito al calore indicano come più in là.

Fumo tranquillamente la gioia del sapore libertario di un fumo grigio-verde

che nell’indifferenza assoluta esce padrone dalla ciminiera della fabbrica

per indicare la direzione contraria e opposta a quella dove mi dirigo

dimenticando della linearità logica di chi mi avverte che è meglio muoversi.

Dai binari dove sono fermo da tempo aspettando che le sbarre risalgono

e che il treno il cui rumore si sente come un ovattitudine lontana alle proprie spalle

si avvicina incurante del paesaggio e dei suoi visitatori occasionali che attendono

di poter salire e proseguire il viaggio forse già finito nell’allontanarsi all’orizzonte!

M. Nove

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