04/03/21

Forse si citerà una ...


 




Tutti al centro campo in attesa del fischio,

l’arbitro si osserva intorno e dà inizio alla partita.

I “blu-neri” con in testa la “Dea” e nei piedi gli “Orobici”

passano la palla ai “giallorossi” che tra “streghe” e “stregoni”

la rinviano subito sull’ala opposta dove l’attende un “blu-rosso”

indeciso tra i “petroniani” o i “felsinei” che lascia scorrere il pallone.

Rimessa grida “casteddu” nella sua maglia “blu-rossa”, 

scambiando il “rosso-blu” per un “pitagorico” “squalo” lo sgambetta,

il “gigliato viola” batte la punizione liberando il “grifone rosso-blu”

lanciandolo verso la zona dei “nerazzuri” “beneamati” che prendono

il gioco e scartano i “bianconeri” che saranno una “vecchia signora”

ma seducono troppi spingendo quei “bianco-celesti” degli “aquilotti” verso l’indietro.

Dove fan guardia i “diavoli rossoneri” che col forcone stuzzicano

le caviglie dei “partenopei”che stanno tutti con la maglia numero dieci.

L’arbitro fischia non si sa cosa contro i “ducali” che hanno

la maglia “giallo-blu” strappata a morsi dalla “maggica”

che fa il giro del campo con la bandierina “giallorossa”.

In fuori gioco si trova il “doriano blucerchiato” che si è perso pure lui

assieme al “nero-verde” del “sasol” che gioca alla morra perdendo

con la maglia del “blu-bianco con l’aquila nera”.

Sulla sinistra scappa il “Toro granata” libero di sognare

di far goal al “bianco-nero” anche se sono “friuliani”.

Riceve in aerea e sbaglia a porta vuota quel “blu-giallo” di un “scaligero”.

Finisce la partita senza vincitori e vinti.

L’arbitro manda gli spettatori assenti negli spogliatoi.


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