25/02/21

 






Girotondo

L’Indiano svetta senza un titolo sulla copertina dell’album,

sembra un portatore d’acqua fra le nuvole barocche in un quadro dell’Ottocento,

mentre attraversa cauto e solitario in laudate dominum

la cattiva strada che accompagna tutti su per la collina.

Da via della povertà fin nel cuore della città vecchia,

un posto dove si vuol dimenticare del delitto di paese.

Avvenuto per (s)coprire l’avventura a Durango,

lassù nei verdi pascoli dove si può incontrare Coda di Lupo

mentre intona il canto secolare:«Se ti tagliassero a pezzetti,

forse avresti un qualcosa di quello che non ho

Un canto del servo pastore che il vento gentile porta fin dentro la casa di Don Rafaè.

Un luogo dove le anime salve si perdono tra la Dolcenera vita,

il gioco del volta la carta e l’istantanea de le acciughe fanno il pallone.

In quel giugno ’73 dove Dolce Luna, muta per lo spavento, fischietta.

la canzone per l’estate intonata per l’amico fragile.

Protagonista indifeso dell’altra canzone del maggio sussurrata a forte volume

Al ballo mascherato in cui Andrea, che si è di nuovo perso,

richiese il bis de la canzone del padre, ottenendo,

come l’idea fissa de la bomba da parte di un bombarolo,

solo il preavviso del sogno numero due «Verranno a chiederti del nostro amore,

nella mia ora di libertà per naufragare nella stagione del tuo amore

Lontano sui verdi pascoli della collina che vide con orrore la guerra di Piero,

la giovane Fila la Lana de la ballata dell’amore cieco

guardando l’oceano ricordava il padre che parlando del naufragio della London Valour

piangeva nel rifiutare lo strazio atroce del fiume Sand Creek,

accettando come dono l’allegria del valzer per un amore

suonato in un Ave Maria nella bottega d’un falegname in via della Croce,

dove Bocca di Rosa che da Rimini la fuga concluse all’Hotel Supramonte

incontrò Nancy scappata alla ricerca de le storie di ieri.

Si unirono a le passanti che tra le nuvole barocche si sono perse nella cattiva strada,

strette insieme in una smisurata preghiera di un ricordo sotto zoccoli rotti.

«Ho visto Nina volare lungo via del campo» cantano in coro per ritrovarsi

unite dentro la ballata dell’amore cieco che il suonatore Jones intona

per un matto al cospetto di un giudice che condannò un blasfemo

che ingiuriò un medico che deciso affermò non è un gorilla ma solo il pescatore.

Il pescatore un malato di cuore che il testamento di Tito, un chimico solo d’inverno,

lasciò come eredità a un ottico l’idea postuma de la ballata del Michè

e il soffio di note de la canzone di Marinella.

Un canto di gorgoglio generoso come un sasso nell’acqua della chiara fontana

dove s’ode s’ì fosse foco come la ballata dell’eroe nella mia ora di libertà

nel grido straziante per Geordie come frecce postume del verranno a chiederti del nostro amore.

Il silenzio allora canterà l’amore che vieni amore che vai e a sputare nel solco

del morire per delle idee dove Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poiters.

L’Indiano svetta senza un titolo sulla copertina dell’album,

sembra un portatore d’acqua fra le nuvole barocche in un quadro dell’ Ottocento,

in groppa al suo destriero urla la canzone dell’amore perduto

dirigendo verso la Fiera della Maddalena!

 

M. Nove

 


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