Il vecchio
è già fuori nel fresco silenzio.
Seduto sulla sedia di plastica davanti la propria casa
con lo sguardo perduto in un punto davanti a sé.
Saluta tutti e accenna al tempo
se qualcuno gli da spago arriverà in ritardo.
Al ritorno a mezzogiorno
è ancora lì in attesa di qualcosa oltre il desinare.
Se non guarda è inutile salutarlo
non sente da anni e l'apparecchio gli dà fastidio dice.
Se incontra lo sguardo
narra i fatti successi nel mattino e sono tanti.
Mentre mangia molti approfittano
per ritornare sul posto di lavoro.
Quando esce lo fa con passo pesante
e lo sforzo fa aumentare i battiti del cuore.
E' ammalato da tempo
ma da buon vecchio non se ne cura molto.
La sera è sempre lì
in attesa di qualcuno senza fretta come lui.
Racconta della strada
dei suoi odori e dei suoi sudori.
Narra di panni stesi
sopra a macchine che sanno di smog.
Favoleggia sui profumi
sempre uguali che fuggono dalle cucine.
Scherza sui cani e gatti
la loro rivalità e la nostra dice.
Parla molto del più e meno
anche se assomiglia alla vita di tutti.
Di notte sogno ogni tanto
di non vederlo e mi sento svuotato.
Al mattino mi sbrigo
per rivedere la sedia di plastica
occupata.

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