01/01/21

“Pensiero” senza il “va …”

 


“Pensiero” senza il “va …”  

Da che ricordo, ho qualche annetto sulle spalle, è il primo anno in cui, svegliandomi al mattino, guardando la televisione, per le news, non ho visto scorrere scene di euforia sfrenata, diciamolo pure, anche troppo esagerate. Moltitudini di gente con bicchieri in mano e bottiglie incollate alla bocca, abbracci al limite dello stalking, baci in regalo e sguardi rivolti a vedere in cielo quelle bizzarre creazioni con i fuochi d’artificio, sempre uguali. Così negli altri anni trascorsi, con il sospetto della solita immagina televisiva ripescata e rivenduta come nuova. Questa volta solo immagini di città deserte con le luci riflesse sull’asfalto in giochi di colori disuguali e nel cielo, visibile una volta tanto, le stelle del firmamento e il silenzio. A prescindere dalla pandemia, causa di tutto quest’annichilimento estraniante obbligatorio, mi chiedo perché non si può passare i futuri capodanni così, tranquillamente.

Naturalmente escludendo del tutto la pandemia, che speriamo che i vaccini se la portino via. Poi, spiegatemi, se siamo degli “animali” socievoli, cordiali e in cerca di contatto fisico, il famoso abbraccio da tutti agognato, siamo così intransigenti con i vicini, restii ad accogliere i profughi che vengono dal mare e non solo, rifugiare dai poveri, dimenticare gli anziani e abbandonare gli animali? Invidia, egoismo, affarismo, arrivismo, scalate sociali, potere economico, evasioni, truffe, delinquenza, furbizia e il "non sa chi sono io?", purtroppo lo sappiamo, sono il nostro, in senso generico e non personale, mantra quotidiano. Il difetto di base a cui non vogliamo porre rimedio. Se non davanti a una telecamera e in certe situazioni, come per esempio la “voglia” di vedere le persone care e anziane, abbandonate per mesi interi dentro strutture non adatte, una parte per carità, alla loro necessità. Forse i sensi di colpa, la voglia di umanità o forse il protagonismo televisivo? Meglio rifugiare da chi pensa, fa o finge di essere imperniato da carità cristiana. I gesti d’affetto, altruismo e generosità si fanno per il bene del nostro animo e non per spot pubblicitario a se stesso. La storia ci insegna che l’uomo, inteso come specie sul pianeta Terra, ha sempre saputo trarre dalle catastrofi, guerre, cataclismi e pandemie il meglio di se stesso. Ricostruendo, ricominciano e reinventando il mondo, con gli altri e mai da solo. Tutti quanti, inteso come genere vivente, alziamo la testa e tiriamo fuori il nostro meglio nell’unione e fratellanza di popoli e proseguiamo scavalcando gli ostacoli, che purtroppo abbiamo messo noi.

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