18/01/21

Giornata triste Vs giornata felice!

Io ne ho sentite di cose … che, forse, era meglio non sentire proprio. Come il calcolo del giorno più triste (blue Monday – lunedì blu) e quello per par condicio del gorno più felice (happiest day).

Il calcolo del giorno più triste è stato pubblicato nel 2005 da un psicologo universitario, Cliff Arnall, su incarico di una ditta di viaggi. Doveva servire a capire quale era il momento, temporale, più adatto per promuovere offerte e quale no. Il calcolo matematico esiste ma se funziona oppure no non si sa di preciso, visto che i parametri numerici sono a discrezione di chi esegue l’operazione. Alcuni dati sono anche impossibili da quantificare. Certamente un matematico saprebbe meglio d tutti spiegare o negare questa formula. Diciamo che è una di quelle notizie sul filo sottile di confine tra verità e bufala. Dove ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Fatto sta che al teorema è stato dedicato una giornata mondiale, che coincide con il terzo lunedì del mese di gennaio.

Ecco a formula, anzi le formule dato che ne gira un’altra:

{\displaystyle {\frac {(C\times R\times ZZ)}{((Tt+D)\times St)}}+(P\times Pr)>400} (C x R x ZZ)

------------------- + (P x Pr)>400

[(Tt + D) x St]-----------------------------

dove

·        Tt = tempo di viaggio;

·        D = ritardi;

·        C = tempo speso in attività culturali;

·        R = tempo speso rilassandosi;

·        ZZ = tempo speso dormendo;

·        St = tempo speso in uno stato di stress;

·        P = tempo speso a preparare i bagagli;

·        Pr = tempo speso nella preparazione.

Le unità di misura non sono definite, anche perché quantificare certi tempi pare se non impossibile quasi astruso.

La seconda formula venne enunciata in un comunicato stampa del 2005 e successivamente in uno del 2009:

             

[W +{\displaystyle {\frac {(C\times R\times ZZ)}{((Tt+D)\times St)}}+(P\times Pr)>400} (D - d)] x TQ    

-----------------------

M x Na            {\displaystyle {\frac {[W+(D-d)]\times T^{Q}}{M\times N_{a}}}}

dove

·         W = condizioni atmosferiche;

·         D = debito;

·         d = salario mensile;

·         T = tempo trascorso da Natale;

·         Q = tempo trascorso dal fallimento dei propositi per il nuovo anno;

·         M = livelli motivazionali bassi;

·         Na = sensazione di una necessità di agire.

Ancora una volta nessuna unità di misura viene definita.

 

Se esisteva un calcolo per un giorno triste non poteva mancare, come risposta, il teorema del giorno più felice dello stesso Arnall. Il lavoro era stato commissionato dall'azienda produttrice di gelati Wall's (Algida). Il giorno dove la felicità avrebbe favorito la vendita. La giornata mondiale cade nelle vicinanze del giorno del solstizio d’estate nell'emisfero nord, a giugno.

O+(NxS)+Cpm/T+He =

Dove

O = Stare all’aria aperta,

N = Elemento naturale,

S = Interazione sociale,

Cpm = Ricordi estivi dell’infanzia,

T = Temperatura,

He = Eccitazione della vacanza.

Il risultato finale è la “somma della contentezza” che si raggiunge.

Un altro professore Peter Cohen con altri psicologi ha elaborato un’altra formula, dopo aver esaminato e studiato un migliaio di persone:

Happiness=  P+(5xE)+ (3xH)

 

P = Caratteristiche personali ( somma delle risposte domande 1 e 2),

E = Esistenza (salute, stabilità finanziaria e salute)(risposta domanda 3),

H = Bisogni più importanti (autistima, aspettative di vita e senso dell’umorismo)(risposta domanda 4),

Il punteggio massimo a cui si può raggiungere è 100, rispondendo in un intervallo da 1 a 10 alle seguenti 4 domande:

 

1) Sei socievole, flessibile, aperto al cambiamento? 

2) Sei ottimista? Sai riprenderti velocemente dalle battute d’arresto e senti che hai il controllo della tua vita? 

3) Sei consapevole delle tue esigenze come il denaro, la libertà di scegliere, il piacere di stare con gli altri? 

4) Sai chiedere aiuto a chi ti è vicino? Sai soddisfare le tue aspettative? Impegnarti in attività che ti diano il senso di uno scopo? 

La somma delle risposte 1 e 2 corrisponde al valore P, il valore di E è dato dalla risposta 3 mentre la risposta 4 ci da il valore di H.

 

I numeri sono freddi, distanti e poco poetici, la scienza come dicono i filosofi manca di romanticismo, ma il risultato è la consapevolezza che il calcolo potrebbe essere giusto o forse no. Sapere però se si è felici, forse, ci rende più vicini agli altri. Il problema di base è che il gioco funziona, se funziona, se si è onesti, fino in fondo. Ho provato a fare il conto è sono risultato 77, circa tre quarti di felicità. Ma se si spostano anche di poco i dati si arriva alla metà circa. Credo che il punteggio reale, anche se non ottimale, è arrivare a 50 circa. Perché la vita è fatta di giori felici e di giorni tristi e ognuno deve operarsi per fare in maniera che i giorni happiness durino a lungo e i blue Monday vengano superati con impegno.

 

E tutti questi calcoli andranno a intasare la memoria per lungo tempo, come ennesime operazioni matematiche gettate sulla lavagna.

È tempo dell’auto-calcolo!



 

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