08/01/21

Forse si citerà una … !

 

Scuola

Bocca del portone gettata come un sasso nel paesaggio brullo

in fondo a quel tratto di viale desertico a ogni silenzio

dove il passo frettoloso faceva il rumore del grullo

e nella scuola i bimbi potevano salire sul loro trapezio.

 

Spalle appesantite dall’imparare calcato dentro zaini

con distanze da braccio appoggiato su quello davanti

luogo silente di una fiaba senza urla bonarie di amici caini

con mascherine da supereroi indossate come fossero guanti!

 

Bocca del portone mai cosi profondamente spalancata

inghiotte con metodo uno a uno lentamente tutti

accogliendo corpi stralunati con la voce del vissuto bloccata

nell’interrotto calpestio di fine ghiaia scalciata da marittimi flutti!

 

Aule strette con banchi singoli in cui la gimkana fare

notando la mascherina bellissima coprire l’ancor più bella

sperando che il banco abbia le rotelle agognate per andare

vicino adattando la distanza per l’evadere nella cella!

 

Bocca del portone intravista dallo schermo sfavillante

che nasconde risposte a domande sgorganti dalla fontana

giocando a eludere temi e materie ed entrare nel mito traballante

di giochi e derisioni piangendo per quella compagna lontana!

 

A casa o in aula gli studenti son persi in corsie non preferenziali

non sapendo se raccattare il tutto come gioco alla mosca cieca

oppure infilarsi in qualche forma geometrica di fantasia in ruoli demenziali

sognando non la California ma il centro commerciale per una sosta bieca!

 

La bocca del portone è serrata sul paesaggio ora sereno

in quel tratto di viale lungo il divieto del silenzio

dove i passi di vita per il momento son muti sul terreno

e dalla scuola i bimbi potranno scendere dai volteggi sul trapezio! 

 


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