Da piccoli si aspettava la Befana per i dolci che erano regalati a noi bambini. Dentro le calze fatte dalla nonna con i ferri e con gli avanzi di lana. Multicolore e spesse, così da usarle senza scarpe in casa. E pure spaiate di colore. Per i più fortunati nelle calze ci trovavano i giocattoli non avuti per Natale, che si sa, è più pratico e segue sempre le direttive dei genitori. Altro che letterine. Dato che non sono più un ragazzino e che i dolci fanno male nelle calze ci metto delle parole. Cinque parole che ci stanno traghettando da un anno all’altro, secondo me medesimo, con in più altre parole come menzione speciale.
RITARDISMO – l’arte dell’arrivare all’ultimo secondo, come nei migliori e peggiori thriller, evitando, tanto le situazioni vanno avanti per inerzia naturale, di prendere decisioni o troppo giuste o troppo sbagliate.
DPCM – Dopo Plausibile Conferma Menefrego, non è la dicitura giusta ma certe volte l’idea suona così. Se ne abusa che si ha l’impressione di una forte indigestione. Fatto strano, a nessuno piace quando viene fatto. Prima tutti a cercarlo, a bramarlo e forse a sognarlo, poi giù critiche che alla fine fanno passare la voglia di emanarli.
ZONE – Una volta c’erano le zone d’ombra, zone Cesarini, zone di scambio, zone di scarico, zone sismiche, zone di guerra, zone naturali, zone industriali, zone degradate, zone geografiche, zone vietate, zone sognate e chi più ne ha più ne metta. Oggi le zone sono solo gialle, arancioni e rosse, si parla di una zona bianca (come le mosche?). Qualcuno ha pensato ai daltonici? Meglio vaccinarli tra i primi così evitano di imbrogliarsi.
VACCINI – Per la somministrazione vedere ritardismo. Si sente parlare di eseguire 65000 o 100000 dosi giornaliere, non si da quando, intanto siamo a poche migliaia. Facendo il conto della serva noi siamo 60 milioni circa, a 100mila al giorno ci voglio per vaccinare tutti 600 giorni. In anni circa due. Non dico altro, meglio vaccinare per primi i matematici. A proposito, ci chiameranno o dovremmo presentarci noi per farci vaccinare? Anche qui un ritardismo ci sta bene.
STANCHEZZA – Siamo stufi di tutto e tutti, invece di unirci per risolvere il problema della pandemia ci scontriamo contro gli altri. Maggioranza vs opposizione, popolo vs politica, commercianti vs clienti, povertà vs viaggi per turismo, spiagge vs distanziamenti, piste da sci vs distanziamenti, sacrifici vs no sacrifici, ricchi vs poveri, informazione vs cultura, discoteche aperte vs teatri chiusi, Sanremo aperto vs musei chiusi e chi più ne dica più lo dica apertamente.
Menzioni speciali:
RESPONSABILITÀ – Chi ce l’ha ce l’ha, chi non ce l’ha non ce l’ha. Più chiaro di così.
FIDUCIA – Da millenni la nostra società umana è basata, anche se non vi va bene, sulla fiducia. Quando si va a fare la spesa, dal medico, sui trasporti, a scuola, sul lavoro … insomma ci affidiamo in continuazione alla fiducia di qualcun altro, anche controvoglia. Il segreto sta nel capire in chi riporla e non è facile per niente.
MES – Sono soldi in più di quelli promessi, prendiamoli così sistemiamo almeno la sanità. E avremo qual cosina in più per altre situazioni.
GOVERNO – Vorrei dirne peste e corna, l’unica parola che mi viene in mente, però, è” immobilismo” seguito quando costretti da “ritardismo”.
GENTE – Riprendiamoci il nostro posto in una società giusta, equa e solidale, rimandando in soffitta i vari “scemi del villaggio” che faranno anche ridere ma combinano disastri. Per gli altri, naturalmente.
Se queste “parole” nella calza della Befana non vi vanno … potete buttarle e/o sostituirle con altre, oppure allungare la lista.

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