07/09/20

Poche domande ... sperando in tante risposte


Oggi si sono aperte le porte di alcune scuole, i problemi sono rimasti tali e quali di sempre. La voglia dei ragazzi, i sacrifici dei genitori e il dovere dei docenti hanno, per il momento, preso il sopravvento su emozioni e stati d'animo alterni. Tutti vogliono ricominciare e questo è un bene. Spero solo che molti vogliano anche cambiare, questo tipo di società, purtroppo, ha fallito. Per non far polemiche ho stillato alcune domande da farsi e da fare. A chi? Questo è un problema. 

1)      Perché, a sei mesi circa dello scoppio della pandemia e a tre mesi circa dall’uscita del lockdown, si parla del problema scuola a pochi giorni dell’apertura?

2)      Perché, si è provveduto a risolvere la questione scolastica a scaglioni? Prima con i soldi a pioggia, poi con le assunzioni del personale(?), seguito dalla telenovelas dei banchi con ruote o senza, continuate con il reparto docente che per paura di ammallarsi non vuole fare lezioni in presenza. Per finire che il problema è solo logistico, mancano aule. Perché allora non si è fatto prima? E viene il dubbio che con i soldi elargiti a tutti non si risolve nulla. Basta guardarsi intorno.

3)      Per quanto riguarda i banchi nuovi, che fine faranno quelli sostituiti? Riciclati o pura immondizia? Non ci sarà un isola oltre aquella di plastica anche di banchi in futuro?

4)      Perché la febbre la devono prendere i genitori quando al mattino tra preparare l’allievo e i preparativi per andare al lavoro c’è il rischio di non prenderla?

5)      E l’autocertificazione dei genitori a che serve alla scuola? Tanto la responsabilità sarà sempre scolastica, nolente o volente.

6)      Perché non si chiarisce nei minimi dettagli cosa succede a una famiglia che ha un bambino positivo? O un parente in casa? Si perde il lavoro? Si perde la scuola? Si perde la consapevolezza della vita?

7)      Che fine fanno le mascherine che ogni giorno ognuno dovrà usare e i barattoli vuoti del disinfettante e i guanti con cui si sanifica e i residui dei prodotti usati?

8)      Perché con il tempo avuto non si è trovata la soluzione per le sedi delle votazioni? Io proporei gli stadi di calcio, così si accontenta tutti.

9)      Non era meglio aprire le scuole la settimana dopo? Era la cosa più logica anche se quest’ultima non sta di casa in questo Paese.

10)   Perché il governo e le opposizioni non cercano di fare qualcosa di concreto insieme? La pandemia riguarda tutti non un solo schieramento.

11)   Perché dopo tutte queste domande dobbiamo tenere questa classe politica? Invece che dimezzare sarebbe addirittura da toglierli tutti.

12)   Perché tutti i politici invece di risolvere i problemi se ne vanno in giro a fare campagna elettorale? Loro sono già stati eletti che cazzo vogliono in più?

13)   Perché i giornalisti, specie quelli televisivi e della TV di Stato, non pongono certe domande e danno un buon esempio quando appaiono senza la mascherina?

14)   Perché dare importanza a revisionisti, negazionisti, terrapiattisti e dimenticarsi della gente che ha sofferto e che soffre ancora?

15)   Perché dare ancora retta a quei medici che dicono che il virus non esiste? E come dire che l’aria non esiste. Mandiamo anche loro a casa. Non si cura la gente NEGANDO.

16)   Perché i nostri nonni e i nostri genitori hanno fatto sacrifici per tutta una vita e NOI non siamo riusciti a negarci le ferie e le movide per un lasso di tempo piccolo?

17)   Perché non riusciamo più a pensare con la nostra testa?

18)   Perché non ci guardiamo più intorno e capire quello che si vede?

19)   Perché siamo, in fondo a noi stessi, stanchi di lottare?

20)   Scusate se a certe domande ho già dato una risposta ma … è stato più forte dell’imparzialità. Con “GENTE” così.


 

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