Eroi
moderni … anzi, post-moderni … meglio, usa e getta …
“Sventurata la Terra che ha bisogno di
eroi”, celeberrima frase contenuta nell’opera: Vita di Galileo, di Bertolt
Brecht. In ogni stagione umana si è cercata una figura che rappresentasse l’ Eroe, il puro, il giusto, l’indefesso,
l’impavido, il raddrizza torti e infine il martire. Dato che una definizione
generalizzata dice: l’eroe è colui che con abnegazione e straordinario
coraggio, si sacrifica per un ideale. Nella nostra società rientrano
nell’affermazione anche quelli che fanno, ogni giorno, il proprio dovere. Un
alibi da parte di chi trasforma la necessità in virtù. Nei miti classici gli
eroi erano semidei, dato che gli dei erano superiori a queste cose terrene, e
grazie ai poteri raddrizzavano torti e sconfiggevano i nemici. I semidei
daranno origine secoli, millenni, dopo ai supereroi moderni, anche loro con
poteri, potenti, anche loro in mezzo a battaglie e distruzioni. Sembra che
l’affermazione di Brecht si riferisca al fatto che
senza eroi avremmo un Paese
meno distrutto. Poi ci sono stati i martiri, religiosi, ma quelli sono
riconosciuti appunti come martiri e dopo santi. Anche se sono morti per il loro
ideale religioso. Nei secoli scorsi gli eroi sono ritornati a essere ancora
soldati, ma umanizzati, senza poteri divini o altro, se non l’intelletto e una
certa intelligenza … bellica. Per arrivare ai nostri tempi dove gli eroi si
sprecano in tutti gli ambiti e sotto tutte le forme immaginabili. Non più un
solo ma diversi eroi. Per quanto mi riguarda l’eroe per me, è colui che arriva,
non si da dove e non lo si saprà mai, in una notte stellata o in un giorno
bollente di sole, in un qualsiasi Paese o Città. Raddrizza, non si mai con
convinzione o perché finito dentro, i torti e i soprusi e le ingiustizie. E
dopo disastri, rovine e altri danni collaterali se ne va via, non si sa mai
dove. In una notte stellata o in un giorno bollente di sole. Lo so che ho
parlato degli spaghetti western ma da piccolo erano loro i miei eroi, con cui
andare a dormire e con cui giocare con altri come me. In questo periodo di
covid-19 gli eroi sono diventati gli infermieri e i dottori, paladini in prima
fila contro il virus. Poi la cerchia si è allargata fino a comprendere i
volontari che portavano assistenza agli infermi e anziani, alle commesse e
commessi dei supermercati che ci servivano la roba per mangiare e a noi chiusi
in casa in quarantena. Io aggiungerei anche quegli artisti che tramite il web
hanno dato il loro contributo ad alleggerire il peso della vita travolta dalla
pandemia. Li considero eroi perché hanno donato la loro opera, che di solito dà
loro da vivere, agli altri senza retribuzione alcuna. Non come certi
commercianti, imprenditori e politici che hanno sempre preteso e mai dato.
Senz’altro non sono eroi e non lo saranno mai quelle persone che affollano le
vie, le piazze, i negozi e i supermercati senza la protezione. Incuranti dei
danni che potrebbero fare. Non parliamo poi dei giovani nelle varie movide e
dello sport milionario che mette a rischio

generazioni di giovani solo
per il guadagno di pochi. Per ricordare gli eroi della prima ora, nella fase 1
se ne parlava molto e nella fase 2 sembrano dimenticati e chissà nella fase3,
vi allego il link di un video fatto da Zerocalcare : video.
Nessun commento:
Posta un commento