13/06/20

Dubbi...



   MES si o MES no, una discussione strana e stramba. Strana perché tutti chiedono soldi, compresi quelli della sanità, e quando qualcuno li vuole dare, non li vogliono. Stramba per il fatto che il liquido è già a disposizione senza aspettare nessun tipo di burocrazia e poi questi soldi andrebbero solamente per la sanità, che ne ha un bisogno urgente. Alcuni, in teoria li hanno già spesi,sulla carta, per progetti futuri: costruire ospedali, apparecchiature e assunzioni. Per la seconda e la terza va bene, la sanità va ampliata e sostenuta e la pandemia che stiamo vivendo ne ha dato dimostrazione. Non sono d’accordo sul costruire ospedali. Ci siamo dimenticati che negli ultimi anni, in cui si è data la gestione della sanità alle regioni, molti ospedali sono stati chiusi? Riapriamoli com’era una volta e non tanto tempo fa. Così la gente non deve fare code e strade per raggiungere quello abilitato. Molti stabili, forse anche tutti, sono ancora in buone condizioni. Da riabilitare e far entrare in funzione. Con il risparmio si potrà poi acquistare apparecchiature e assumere. E per ultimo si da una mano all’ambiente non cementando, ulteriormente, in modo selvaggio.
   C’era una volta e purtroppo c’è ancora un personaggio, molto adatto per le commedie ma
che finisce sempre nella tragicomica, per gli altri. Questo personaggio incappa in una vicenda, che ruota intorno ai parenti stretti, e che senza un attimo di ragionamento parte a testa bassa contro tutto e tutti. L’oggetto, del contendere, sono certi "camici" forniti da una certa ditta, appartenente ai sopradetti parenti. La situazione è stata sbrogliata dalla ditta, fornitrice, che da vendita ha fatto risultare come donazione, durante lo scoppio dello scandalo. Dopo che la trasmissione “Report” e il Fatto Quotidiano avevano dato la notizia dell’affaire "camici" Lombardia. Fin qui la commedia degli equivoci, nessuno sapeva, e dei malintesi, non era una donazione? La farsa ci può anche stare, se la correzione è fatta strada facendo, come è capitato appunto, ma … Il “ma” solenne che tutto travolge e tutto cambia e così si finisce nella tragicomica. Se tutto è finito bene perché allora il personaggio, non più in cerca d’autore, che citazione colta, ha sbraitato, ha minacciato e altro. Invece di ringraziare e tirare l’acqua del buon samaritano al proprio mulino? Se in un primo momento sembrava in malafede poi con la correzione d’intenti successiva, si è dimostrato di essere in buonafede, riconoscendo un semplice errore umano, come capita spesso nel mondo intero. Certe volte un grazie salva il fondo schiena e la reputazione. Certamente la sanità lombarda ringrazia del regalo di quei camici e altre protezioni di un certo valore. Non certo che ha sbraitato. Un po’ di furbizia non guasterebbe.
Tempo fa si volevano chiudere una rappresentanza dello Stato sul territorio, le Province. Già allora ero contrario perché ritenevo che l’unico doppione dello Stato fossero le Regioni. Possono rimanere come divisione geografica, palese e naturale. Per utilità, ridotta, possono diventare, al limite, una specie di “giudice di pace” per le contese provinciali e comunali e fare da unione tra questi e lo Stato centralizzato. Proprio per non eliminarle del tutto. Ritengo che solo le Province e i relativi Comuni possano agire sul territorio di loro competenza, la Regione rimane troppo distante come appunto lo Stato. Naturalmente, in ogni caso, organi come la sanità devono rimanere allo Stato centralizzato. Dato che è un bene di tutti e per tutti.

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