

Si riapre, si cerca con queste
riaperture di ritornare a una certa normalità.
Non come l’abbiamo conosciuta né come la vorremmo. Non chiedete se
sia giusta o non questa, esagitata, controversa e spontanea, riapertura. Solo
il tempo lo potrà dire. Il tempo e il “senno” del poi. Solo che vivendo, come
ci ha insegnato la nostra civiltà, nel più stretto e opprimente presente, non
vediamo o non vogliamo notare ciò che potrebbe accadere nel futuro. Senz’altro
la riapertura era in previsione, non si può certo chiudere un Paese per tutta
una vita. O per l’attesa del vaccino, che per alcuni Stati mondiali è in arrivo
a mesi. Che dico, a giorni. Quando forse ci vogliono anche anni. La riapertura
è, forse, stata, secondo me, un po’ precipitosa. Specialmente per il comportamento sociale
avuto nel lockdown, degli atteggiamenti al limite della irresponsabilità umana
e sociale. Gente che continuava a uscire nonostante il divieto con le più
svariate scuse, al limite del ridicolo. Gente che si accalcava nei supermercati
ogni giorno, solo per prendere una cosa, creando confusione e assembramenti.
Gente che cercava contatti con quelli che effettivamente dovevano uscire. Gente
senza mascherine e guanti. Tutti in giro a, sorridere di quelli, che obbediente
al senso civico, erano in casa. Nei giorni in cui si era deciso di chiudere le
scuole e prima della chiusura di tutto, bastava andare nei parchi e, com’è
capitato a me, sul lago … per vedere gruppi di genitori e bambini giocare e
altro. Dico io se hanno chiuso la scuola non è certo per farvi andare con la
“scolaresca” in giro. Anche adesso che stanno riaprendo la gente non ha capito
è continua nella sua “ignoranza” a fare le cose al contrario. Oggi tutti hanno
le mascherine, messa come capita, e i guanti, nonostante così bardati sentono
il dovere di fare conversazione e assembramento per le strade. La pandemia ha
portato alla luce il carattere di noi esseri umani, fino a ieri pensavo solo
della nostra penisola ma vedendo quello che succede nel mondo fa parte di tutti
i Paesi. Ci siamo risvegliati egoisti, ci sono solo io e i sacrifici li
facciano gli altri, e cinici, si vogliono soldi e non pagare tasse. C’è stata
anche una componente forte di altruismo e dedizione agli altri. Solo che questa
fascia era rilegata in fondo alla notizia, quando la gente cambiava canale,
oppure “usciva” addentrandosi nella sua fottuta furbizia. Il peggio l’hanno
dato i commercianti, fin da subito a richiedere sostegni finanziari e
riaperture senza la responsabilità delle loro decisioni. Hanno pianto miseria,
hanno gridato il loro potere e il loro ricatto verso i politici di turno. Gli
stessi che quando guadagnavano e tanto, lo facevano a nostre spese. Sì, a nostre
spese. I soldi li davamo noi a loro. E
loro cosa fanno al minimo intoppo ce ne
chiedono ancora. MA QUANDO GUADAGNAVANO PERCHÉ NON NE DAVANO UNA PARTE ANCHE A
NOI? Altra categoria che mi ha deluso sono i giornalisti e la televisione. Per
riempire facevano vedere filmati del tempo normale e intervistavano senza un’accortezza
di sicurezza propria. Se uno vedeva la tv in questi giorni, non si rendeva
conto della gravità della situazione. Va bene il non creare allarmismo ma
parlare di quarantena e far vedere gente nei parchi o per le strade in folti gruppi
Questo è qualunquismo, che fa più danni del realismo. Dei politici meglio non
parlarne. Si sono comportati come al solito. Come se fossero
in un eterna campagna elettorale. Invece di un’unione
per tirarci fuori da questo guaio, lo alimentavano. Una parte diceva “A” e
l’altra subito rispondeva “B”, come bambini. Una parte decideva allora di dire
“B” e gli altri indovinate, proprio come bambini. Senza offesa per questi
ultimi. Le autentiche vittime della pandemia, del tipo di società adottato e
della politica. Sono stati reclusi in casa, assieme a genitori frustrati sia
per il non far niente o per il lavoro imposto da fare a casa, ad animali
domestici con i loro ritmi infranti, davanti al computer, certamente per la
didattica e il contatto con gli altri compagni, intrappolati fra le quattro
mura,
lontani da quella fantasia che la
nostra società ha tolto loro. Loro si sono finiti nel tunnel della noia e le
conseguenze saranno visibili nel futuro. Altre vittime gli animali domestici,
all’inizio costretti a maratone come scusante per far uscire i padroni di più.
Poi abbandonati in casa quando la scusa non serviva più. Vittime anche per il
cibo introvabile nei supermercati, a parte quelli per cani e gatti per gli altri
animali, pappagallini, canarini, coniglietti, cavie, tartarughe e altro, era
difficile reperire il loro mangiare. Nei paesi piccoli impossibile. Un’altra
strage d’innocenti silenziosa. Si riapre tutto e se questa era una richiesta
delle Regioni anche in questo caso, hanno trovato da ridire. Solita campagna
elettorale nel dna politico. Si riapre ma vorrebbero senza la loro diretta
responsabilità penale e civile futura. Infatti, piuttosto che pensare di
ritornare alla normalità molti hanno paura delle cause che si dovranno
affrontare per il prossimo futuro. Tutti contro tutto e basta raccattare i
soldi. Soldi questa è stata una delle parole più usate durante la pandemia.
Come se bastasse dare soldi a tutti per lasciarci tutto dietro le spalle e …
guarire. Per il prossimo Natale facciamoci portare la pianta dei soldi così da
averla nel giardino e raccogliere i frutti fruscianti ogni qualvolta che ci sia
un problema. Per concludere un ringraziamento per chi ha fatto, cosa strana nel
nostro Paese, il proprio DOVERE. Ai medici, agli infermieri, ai volontari delle
autoambulanze e di quei centri di assistenza per le persone indigenti, a tutte
le persone che hanno rispettato la quarantena nel modo giusto e agli ARTISTI
che con la loro partecipazione sui social, sui balconi, regalando momenti per
tutti, ci hanno donato momenti di distacco dalla realtà. Gli stessi che ci
hanno rimesso di più di tutti nonostante abbiano continuato a fare quello che
facevano prima per gli altri. Far svagare, distrarre e pensare. Non ricevendo
nessun soldo o agevolazione in
cambio. Anzi aprendo per ultimi. Molti sostengono che dopo il
coronavirus il mondo sarà diverso. Vedendo quello che ci circonda ho
l’impressione che non sarà così. Sta società ci ha messo decenni, con un lento
stillicidio, a ridurci come siamo e non sarà una malattia, anche se lunga, a
cambiare la situazione impressa a fuoco nel nostro dna. Si riapre e speriamo che
il mondo sia migliore nel futuro che ci aspetta.
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