17/05/20

Apertura e riapertura... lontana dalla copertura!



   Si riapre, si cerca con queste riaperture di ritornare a una certa normalità. Non come l’abbiamo conosciuta né come la vorremmo. Non chiedete se sia giusta o non questa, esagitata, controversa e spontanea, riapertura. Solo il tempo lo potrà dire. Il tempo e il “senno” del poi. Solo che vivendo, come ci ha insegnato la nostra civiltà, nel più stretto e opprimente presente, non vediamo o non vogliamo notare ciò che potrebbe accadere nel futuro. Senz’altro la riapertura era in previsione, non si può certo chiudere un Paese per tutta una vita. O per l’attesa del vaccino, che per alcuni Stati mondiali è in arrivo a mesi. Che dico, a giorni. Quando forse ci vogliono anche anni. La riapertura è, forse, stata, secondo me, un po’ precipitosa.  Specialmente per il comportamento sociale avuto nel lockdown, degli atteggiamenti al limite della irresponsabilità umana e sociale. Gente che continuava a uscire nonostante il divieto con le più svariate scuse, al limite del ridicolo. Gente che si accalcava nei supermercati ogni giorno, solo per prendere una cosa, creando confusione e assembramenti. Gente che cercava contatti con quelli che effettivamente dovevano uscire. Gente senza mascherine e guanti. Tutti in giro a, sorridere di quelli, che obbediente al senso civico, erano in casa. Nei giorni in cui si era deciso di chiudere le scuole e prima della chiusura di tutto, bastava andare nei parchi e, com’è capitato a me, sul lago … per vedere gruppi di genitori e bambini giocare e altro. Dico io se hanno chiuso la scuola non è certo per farvi andare con la “scolaresca” in giro. Anche adesso che stanno riaprendo la gente non ha capito è continua nella sua “ignoranza” a fare le cose al contrario. Oggi tutti hanno le mascherine, messa come capita, e i guanti, nonostante così bardati sentono il dovere di fare conversazione e assembramento per le strade. La pandemia ha portato alla luce il carattere di noi esseri umani, fino a ieri pensavo solo della nostra penisola ma vedendo quello che succede nel mondo fa parte di tutti i Paesi. Ci siamo risvegliati egoisti, ci sono solo io e i sacrifici li facciano gli altri, e cinici, si vogliono soldi e non pagare tasse. C’è stata anche una componente forte di altruismo e dedizione agli altri. Solo che questa fascia era rilegata in fondo alla notizia, quando la gente cambiava canale, oppure “usciva” addentrandosi nella sua fottuta furbizia. Il peggio l’hanno dato i commercianti, fin da subito a richiedere sostegni finanziari e riaperture senza la responsabilità delle loro decisioni. Hanno pianto miseria, hanno gridato il loro potere e il loro ricatto verso i politici di turno. Gli stessi che quando guadagnavano e tanto, lo facevano a nostre spese. Sì, a nostre spese. I soldi li davamo noi a loro. E
loro cosa fanno al minimo intoppo ce ne chiedono ancora. MA QUANDO GUADAGNAVANO PERCHÉ NON NE DAVANO UNA PARTE ANCHE A NOI? Altra categoria che mi ha deluso sono i giornalisti e la televisione. Per riempire facevano vedere filmati del tempo normale e intervistavano senza un’accortezza di sicurezza propria. Se uno vedeva la tv in questi giorni, non si rendeva conto della gravità della situazione. Va bene il non creare allarmismo ma parlare di quarantena e far vedere gente nei parchi o per le strade in folti gruppi Questo è qualunquismo, che fa più danni del realismo. Dei politici meglio non parlarne. Si sono comportati come al solito. Come se fossero  in un eterna campagna elettorale. Invece di un’unione per tirarci fuori da questo guaio, lo alimentavano. Una parte diceva “A” e l’altra subito rispondeva “B”, come bambini. Una parte decideva allora di dire “B” e gli altri indovinate, proprio come bambini. Senza offesa per questi ultimi. Le autentiche vittime della pandemia, del tipo di società adottato e della politica. Sono stati reclusi in casa, assieme a genitori frustrati sia per il non far niente o per il lavoro imposto da fare a casa, ad animali domestici con i loro ritmi infranti, davanti al computer, certamente per la didattica e il contatto con gli altri compagni, intrappolati fra le quattro mura,  lontani da quella fantasia che la nostra società ha tolto loro. Loro si sono finiti nel tunnel della noia e le conseguenze saranno visibili nel futuro. Altre vittime gli animali domestici, all’inizio costretti a maratone come scusante per far uscire i padroni di più. Poi abbandonati in casa quando la scusa non serviva più. Vittime anche per il cibo introvabile nei supermercati, a parte quelli per cani e gatti per gli altri animali, pappagallini, canarini, coniglietti, cavie, tartarughe e altro, era difficile reperire il loro mangiare. Nei paesi piccoli impossibile. Un’altra strage d’innocenti silenziosa. Si riapre tutto e se questa era una richiesta delle Regioni anche in questo caso, hanno trovato da ridire. Solita campagna elettorale nel dna politico. Si riapre ma vorrebbero senza la loro diretta responsabilità penale e civile futura. Infatti, piuttosto che pensare di ritornare alla normalità molti hanno paura delle cause che si dovranno affrontare per il prossimo futuro. Tutti contro tutto e basta raccattare i soldi. Soldi questa è stata una delle parole più usate durante la pandemia. Come se bastasse dare soldi a tutti per lasciarci tutto dietro le spalle e … guarire. Per il prossimo Natale facciamoci portare la pianta dei soldi così da averla nel giardino e raccogliere i frutti fruscianti ogni qualvolta che ci sia un problema. Per concludere un ringraziamento per chi ha fatto, cosa strana nel nostro Paese, il proprio DOVERE. Ai medici, agli infermieri, ai volontari delle autoambulanze e di quei centri di assistenza per le persone indigenti, a tutte le persone che hanno rispettato la quarantena nel modo giusto e agli ARTISTI che con la loro partecipazione sui social, sui balconi, regalando momenti per tutti, ci hanno donato momenti di distacco dalla realtà. Gli stessi che ci hanno rimesso di più di tutti nonostante abbiano continuato a fare quello che facevano prima per gli altri. Far svagare, distrarre e pensare. Non ricevendo nessun soldo o agevolazione in  cambio. Anzi aprendo per ultimi. Molti sostengono che dopo il coronavirus il mondo sarà diverso. Vedendo quello che ci circonda ho l’impressione che non sarà così. Sta società ci ha messo decenni, con un lento stillicidio, a ridurci come siamo e non sarà una malattia, anche se lunga, a cambiare la situazione impressa a fuoco nel nostro dna. Si riapre e speriamo che il mondo sia migliore nel futuro che ci aspetta.






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