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La Voce della Polvere
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Luis Sepúlveda (1949 – 2020), scrittore e regista cileno
naturalizzato francese.
Oggi se ne è andato un grande scrittore,
intellettuale e grande combattente per i diritti umani. Se ne è andato, assieme
ad altri migliaia di persone, a causa del coronavirus. Una pandemia che sta
facendo ribaltare il mondo come l’abbiamo conosciuto fino all’altro ieri. A
tutti questi morti và il mio sincero cordoglio e rammarico che negli anni del
“fulgido” sistema Sociale, da NOI voluto, si debba perire per un virus. Tanti
passi avanti in tante branchie scientifiche e industriali … per finire come nel
passato, succubi di un piccolissimo essere e dell’avidità di certi settori
“umani” che hanno reso la vita una rincorsa al guadagno facile e al
menefreghismo generale, creando ampie categorie di “ignoranti”, inteso come
l’ignorare della vera logica del vivere. I “grandi dominatori” dominati e
sconfitti. Riusciremo ad uscirne, di questo non ho dubbi, ma dobbiamo
ricordarcene e prendere provvedimenti seri e soprattutto equi. Siamo tutti
sulla stessa barca, alla deriva del mare tumultuoso della vita. Nelle battaglie
dei diritti e della uguaglianza tra popoli Sepulveda era un sostenitore
accanito. Lucido nelle riflessioni e chiaro nei dialoghi. Esorto a leggere o
rileggere i suoi libri. Son adatti per
questa quarantena e leggete anche le
favole, dal gatto e la gabbianella, alla lumaca, al cane e alla balena, favole
intrise di uguaglianza e sostegno. Di amicizia e di vita. Ai bimbi faranno bene
ascoltare o al limite leggerle da soli. Il mio romanzo preferito è “Il vecchio
che leggeva romanzi d’amore”, che andrò a rileggere. Per renderlo immortale,
tramite le sue opere, e per rendere eterno pure il lettore che con
l’immaginazione spazia tra tempo materiale e quello spirituale. Addio. Che tu
possa vagare libero tra quelle terre di cui ci hai raccontato e che a quei “popoli”
adesso racconterai di noi, qua nel Paese dell’assurdo vivere.
Alcune
frasi per ricordarlo:
L'ultima rivoluzione rimasta in sospeso è quella
dell'immaginario: dobbiamo essere capaci di immaginare in quale mondo e società
vogliamo vivere, e se vogliamo essere cittadini o consumatori.
La felicità è un diritto umano. Allo stesso modo in cui ho
combattuto, più che per l'idea di libertà, per non dimenticare che sono un uomo
libero: quando difendo il diritto alla felicità, lo faccio per non dimenticare
che io sono stato e sono immensamente felice.
La libertà è uno stato di grazia e si è liberi solo mentre
si lotta per conquistarla.
La memoria è la pietra angolare che sostiene tutta la mia
architettura di uomo e scrittore. La nostalgia non so cosa sia, però a volte la
sento, e mi piace provarla, per ciò che è stato e per i propositi che hanno
avuto la possibilità di diventare realtà.
Le mie storie sono scritte da un uomo che sogna un mondo
migliore, più giusto, più pulito e generoso. Le mie storie sono scritte da un
cileno che sogna di veder realizzato in questo paese il sogno più bello, quello
di sederci tutti con fiducia alla stessa tavola, senza la vergogna di sapere
che gli assassini di coloro di cui sentiamo la mancanza non ricevono il giusto
castigo.
Sogniamo che un altro mondo è possibile e realizzeremo
quest'altro mondo possibile.
Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere
migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.
Aveva sentito dire spesso che con gli anni arriva la
saggezza, e aveva aspettato, fiducioso, che questa saggezza gli desse quello
che più desiderava: la capacità di guidare la direzione dei ricordi per non
cadere nelle trappole che questi spesso gli tendevano.

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