16/04/20

In ricordo di Luis Sepulveda!

La Voce della Polvere
Luis Sepúlveda (1949 – 2020), scrittore e regista cileno naturalizzato francese.
   Oggi se ne è andato un grande scrittore, intellettuale e grande combattente per i diritti umani. Se ne è andato, assieme ad altri migliaia di persone, a causa del coronavirus. Una pandemia che sta facendo ribaltare il mondo come l’abbiamo conosciuto fino all’altro ieri. A tutti questi morti và il mio sincero cordoglio e rammarico che negli anni del “fulgido” sistema Sociale, da NOI voluto, si debba perire per un virus. Tanti passi avanti in tante branchie scientifiche e industriali … per finire come nel passato, succubi di un piccolissimo essere e dell’avidità di certi settori “umani” che hanno reso la vita una rincorsa al guadagno facile e al menefreghismo generale, creando ampie categorie di “ignoranti”, inteso come l’ignorare della vera logica del vivere. I “grandi dominatori” dominati e sconfitti. Riusciremo ad uscirne, di questo non ho dubbi, ma dobbiamo ricordarcene e prendere provvedimenti seri e soprattutto equi. Siamo tutti sulla stessa barca, alla deriva del mare tumultuoso della vita. Nelle battaglie dei diritti e della uguaglianza tra popoli Sepulveda era un sostenitore accanito. Lucido nelle riflessioni e chiaro nei dialoghi. Esorto a leggere o rileggere i suoi libri. Son adatti per
questa quarantena e leggete anche le favole, dal gatto e la gabbianella, alla lumaca, al cane e alla balena, favole intrise di uguaglianza e sostegno. Di amicizia e di vita. Ai bimbi faranno bene ascoltare o al limite leggerle da soli. Il mio romanzo preferito è “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, che andrò a rileggere. Per renderlo immortale, tramite le sue opere, e per rendere eterno pure il lettore che con l’immaginazione spazia tra tempo materiale e quello spirituale. Addio. Che tu possa vagare libero tra quelle terre di cui ci hai raccontato e che a quei “popoli” adesso racconterai di noi, qua nel Paese dell’assurdo vivere.
   Alcune frasi per ricordarlo:
L'ultima rivoluzione rimasta in sospeso è quella dell'immaginario: dobbiamo essere capaci di immaginare in quale mondo e società vogliamo vivere, e se vogliamo essere cittadini o consumatori.

La felicità è un diritto umano. Allo stesso modo in cui ho combattuto, più che per l'idea di libertà, per non dimenticare che sono un uomo libero: quando difendo il diritto alla felicità, lo faccio per non dimenticare che io sono stato e sono immensamente felice.

La libertà è uno stato di grazia e si è liberi solo mentre si lotta per conquistarla.

La memoria è la pietra angolare che sostiene tutta la mia architettura di uomo e scrittore. La nostalgia non so cosa sia, però a volte la sento, e mi piace provarla, per ciò che è stato e per i propositi che hanno avuto la possibilità di diventare realtà.

Le mie storie sono scritte da un uomo che sogna un mondo migliore, più giusto, più pulito e generoso. Le mie storie sono scritte da un cileno che sogna di veder realizzato in questo paese il sogno più bello, quello di sederci tutti con fiducia alla stessa tavola, senza la vergogna di sapere che gli assassini di coloro di cui sentiamo la mancanza non ricevono il giusto castigo.

Sogniamo che un altro mondo è possibile e realizzeremo quest'altro mondo possibile.

Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.

Aveva sentito dire spesso che con gli anni arriva la saggezza, e aveva aspettato, fiducioso, che questa saggezza gli desse quello che più desiderava: la capacità di guidare la direzione dei ricordi per non cadere nelle trappole che questi spesso gli tendevano.

Nessuno riesce a legare un tuono, e nessuno riesce ad appropriarsi dei cieli dell'altro nel momento dell'abbandono.

 

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