20/09/19

Il venerdì delle poesie … !

La Voce della Polvere
Il venerdì della Poesia   (a cura di M. Nove)
Num.: 0036 / 2019
Titolo: Poesie sull’autunno
Autore: Poeti vari

Autunno di Carla Piccinini
Lassù sulle montagne
son mature le castagne;
nelle pinete tante pigne;
molti grappoli nelle vigne.
Raccolte son le prugne,
pere, mele e cotogne.
Si riposan le campagne.
Volan lontano le cicogne.


Autunno di Roberto Piumini
Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!
Autunno di Serena Riffaldi
In AUTUNNO goccioloni,
foglie gialle e marroni.
La giornata scorre lenta,
la natura si addormenta.
Venticello frescolino,
brucia il fuoco nel camino.

Settembre di Attilio Bertolucci
Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse

fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi

giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuore.

Filastrocca del castagno di Luisa Nason
Il castagno ha lavorato:
tanti frutti ci ha donato
or col canto più giocondo
intrecciamo il girotondo.
Il castagno s’addormenta
e la luna lo inargenta,
si addormenta a poco a poco
mentre stiamo accanto al fuoco.
C’è un paiolo che borbotta:
“Non è cotta, non è cotta!”
mentre stiamo ad aspettare,
su corriamo a lavorare!
Ravviviamo un po’ la fiamma
aiutiamo un po’ la mamma
riordiniamo la cucina:
verrà poi la merendina.
Merendina di castagne;
dolci, piccole compagne
il castagno ce le ha date
non le abbiamo guadagnate!

Presagio d’autunno di Primo Levi
Il tempo si era guastato,
pioveva spesso,
ora in rovesci improvvisi,
ora in uno spolverìo fine e penetrante
che era quasi una nebbia;
i sentieri erano fangosi,
e i boschi emanavano un odore pungente di funghi
che faceva già presagire l’autunno.

Foglie gialle di Trilussa
Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
Da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?

Vendemmia di Ada Negri
E fu per la bianca corsia
un verde apparir di vigneti
pampinei, nell’oro
del sole d’ottobre: un cadere
di grappoli d’uve ben gonfi,
ben densi di vivido succo,
dolce sangue, dolce miele,
per entro i capaci canestri.
E canti furono, canti
di fresche giovani vendemmiatrici
erti i canestri sul capo
fra l’eterna bellezza del cielo
e l’eterna bontà della terra.





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