30/08/19

Il venerdì delle poesie … !

La Voce della Polvere
Il venerdì della Poesia   (a cura di M. Nove)
Num.: 0033 / 2019
Titolo: Poesie varie
Autore: Davide Rondoni

La partita

 
Quando viene il momento che si deve
scendere in campo, non conta se c’è neve
o pioggia o vento punge i polpacci:
 
giocar si deve, con arsura o ghiacci.
 
Il momento della partita
è bello come la vita.
C’è qualcosa di conquistare
per cui vale la pena di lottare.

 
E c’è il rispetto per l’avversario
il cuore unito con i compagni:
il sacrificio di corsa e salti
si fa per questo bel gusto vario.
 
Si riempiono immaginari spalti,
vogliono che la partita ti esalti,
gridano il tuo nome, suonano sirene:
anche se perdi vinci, se giochi bene.
 
La differenza non è
tra vincitori e vinti,
ma tra chi che tira la vita
la partita,
 
e quelli che danno l’anima,
 e giocano convinti.
 
 
 
Il gatto tra le foglie
 
 
Il micio tra il fogliame è un re
nel suo reame.
 
Ha il silenzio di un leone
anche se fissa come preda
un povero piccione.
 
Lo guarda solamente, non gli passa
neanche per la mente
di papparselo davvero.
 
Il piccione è un suo amico,
e perdipiù sincero,
ma che per giocare
non si fa mai pregare.
 
Si scagazza
se c’è da scagazzare,
 si tuba
se c’è da tubare, e se
c’è da fare un giro in piazza,
il piccione si mette a volare
e il gatto il cielo a guardare.
 
Non c’è competizione
anche se son così diversi
il gatto che somiglia a un leone
e il suo amico piccione
che somiglia ad un piccione



Quando i fratelli
 
 
Quando i fratelli scocciano
quando i merli fischiano
e quando le nubi corrono
i temporali arrivano
gli steli d’erba piegano
 
è il momento di andare in cortile
un attimo, un attimo soltanto
prima che la pioggia scenda
per sentire l’elettricità dell’aria
 
e come i colori si accendono
e come i ciclisti si affrettano.
e il cielo che i suoi colori varia…
 
Poi se è ora di rientrare
prepararsi un po’ di the
e chiamare i fratelli a giocare.
e sentire tutta la vita che c’è.
 
Diventare grandi è un bel mistero.
Il cuore va curato, che non diventi
più amaro, ma si faccia più gentile,
e anche nei temporali vero.
 
 

Il segno di croce
 
 
Che sia fatto di mattina o quando il giorno
cala, da una persona forte o da un corpo
nella penombra che si ammala
 
che sia tracciato lentamente
e forse anche all’inverso
da un bambino che lo impara
o veloce anche se contiene
l’universo
 
è il segno della croce, quel che tocca 
la fronte dove sta il pensiero
le spalle per portar la vita
e il petto dove il cuor rintocca -
 
il segno semplice del mistero
la croce di Gesù che si offrì ai voli
del cielo,
 
e il nome del Padre
che non ci lascia mai da soli
 
 
 
L’amicizia
 
 
Non sai nemmeno come dirla,
non si riesce a dipingere
o a ritrarla.
 
Inutile che ti metti a spingere,
non vengon le parole
e nemmeno la punteggiatura.
 
E’ quella forza bella, sicura
che viene come nella nebbia il sole.
 
Non sopporta avverbi ed aggettivi,
l’amicizia ha solo nomi propri
 
e soprannomi e occhi vivi.
 



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