23/05/19

Il venerdì delle poesie … !

La Voce della Polvere
Il venerdì della Poesia (a cura di M. Nove)
Num.:0021 / 2019
Titolo: Il Ritorno - Morire al canto dei grilli
Autore : Albino Pierro

Il Ritorno
Venne la sera ed il camino arse.
Intorno al fuoco,
a semicerchio immobili
chiusi di nero e senza voce,
gli uomini.
Sopra una sedia il cane
dormiva arrotolato,
e in una stanza il morto
attendeva l’aurora
per navigare sul dolore umano.
D’un tratto il cane ringhiò lieve;
sugli uomini,
come sugli ulivi sotto le stelle,
fu una pausa di vento.
“Sogna” – dissero in coro

a toni bassi
quelle ombre nerissime
e non si mossero.
Silenzio di preistoria nel villaggio.
Il cane ringhiò più forte,
e gli uomini si volsero.
Aveva gli occhi aperti,
e trafiggeva il buio dell’ingresso.
“Così faceva – commentò una voce –
quando rientrava tardi il suo padrone”
“Che non lo veda? – dissero altre voci.
Il legno esplose tra le fiamme, un rombo vago
discese dal camino, un gallo
cantò lontano e il vento
alto sui tetti un attimo passò.
Ebbe la casa un lieve crollo, l’aria
rabbrividì, ma gli uomini
più immobili di prima
e il fuoco ardeva.
Ecco,
ora il cane spicca un salto,
corre, scompare, uggiola nel buio dell’ingresso,
e gli uomini,
ombrelli che si aprono sotto la pioggia senza rumore
si levarono in piedi,
si mossero in lenta processione da giorno delle Ceneri
divennero le ombre in fondo a un pozzo
con riflessi di luna.
“Così, proprio così” – pensava ognuno,
e facevano cerchio intorno al cane
che uggiolava più in fretta
saltellava
vicino a lui, vicino a lui,
(non c’era dubbio)
al morto che ritornava
con l’impalpabile rugiada dell’eternità sulle spalle
che avevano ancora il peso della terra.
Morire al canto dei grilli
Rivedo il torrente asciutto del mio paese
con  quelle pietre così bianche e così grandi
con quelle colline così scarne
più del dolore odiato dagli uomini,
e quelle canne una qua una là
sotto i ponti diruti
sorpresi dalla luna che sbucava da un crepaccio,
cuore della terra divenuta cadavere.
 Oh, morire al canto dei  grilli in una sera d’estate
Impercettibile filo di luna
fra le colline azzurre del mio paese.

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