16/05/19

Il venerdì delle poesie … !

La Voce della Polvere
Il venerdì della Poesia (a cura di M. Nove)
Num.:0020 / 2019
Titolo: Poesie varie
Autore : Wendell Berry

STATE A CASA
io voglio aspettare qui nei campi
per vedere quanto bene la pioggia
fa all'erba
nel lavoro dei campi
lontano dalla vita degli uomini
io sono a casa. Non venite con me
state a casa!
Io voglio stare nei boschi
dove gli alberi antichi
si muovono solo col vento
e quindi con la gravità.
Nell'immobilità degli alberi
sono a casa. Non venite con me
state a casa!

EPITAFFIO
Avendo vissuto a lungo,
egli vive ora al di là del tempo
senza dolore, reso perfetto
da nostro amore senza fine,
dalla nostra compassione e perdono,
e dalla sua felicità nel ricevere
questi doni che offriamo. Qui nel tempo
siamo uniti l'uno all'altro per sempre
TRENTA ANNI IN PIU'
Quando ero un giovane uomo
cresciuto alla fine quanto grande
sembravo a me stesso? Ero un albero
già alto e ciò che non avevo raggiunto, ero pronto
a raggiungerlo crescendo. Ora, trenta anni dopo, ho raggiunto molto
e non me lo aspettavo, in una direzione
inaspettata. Sto crescendo all'ingiù,
sempre più piccolo, uno fra i tanti fili d'erba

Manifesto del contadino impazzito
Se amate il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate.
Se desiderate sempre più cose prefabbricate,
se avete paura di conoscere i vostri vicini di casa,
se avete paura di morire
allora nemmeno il vostro futuro
sarà più un mistero per il potere,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassettino.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno,
quando vi vorranno far morire per il profitto
ve lo faranno sapere.
Ma tu, amico, ogni giorno,
fai qualcosa che non possa entrare nei loro calcoli.
Ama la Vita. Ama la Terra.
Ama qualcuno che non se lo merita.
Conta su quello che sei e riduci i tuoi bisogni.
Fai qualche piccolo lavoro gratuitamente.
Non ti fidare del governo, di nessun governo,
e abbraccia gli esseri umani,
nel tuo rapporto con ciascuno di loro
riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura quello che non capisci
e loda questa ignoranza,
perché ciò che l’uomo non ha razionalizzato
non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio.
Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale
è la foresta che non hai piantato
e che non vivrai per sfruttare.
Afferma che le foglie quando si decompongono
diventano fertilità:
Chiama questo “profitto”.
Una profezia così si avvera sempre.
Poni la tua fiducia
nei cinque centimetri di humus
che si formeranno sotto gli alberi
ogni mille anni.
Metti l’orecchio vicino e ascolta
i bisbigli delle canzoni a venire.
Sii pieno di gioia,
nonostante tutto,
e sorridi,
il sorriso è incalcolabile.
Finché la donna non si svilisce nella corsa al potere,
ascolta la donna più dell’uomo.
Domandati:
questo potrà dar gioia alla donna
che è contenta di aspettare un bambino?
Quest’altro disturberà il sonno della donna
vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi.
Stendetevi tranquilli all’ombra.
Posa il capo sul suo grembo
e vota fedeltà alle cose più vicine al tuo cuore.
Appena vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale per indicare
la falsa traccia,
la via che non hai preso.
Sii come la volpe che lascia molte più tracce del necessario,
alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la meditazione.

La vera opera
Può darsi che proprio quando non sappiamo più cosa fare
siamo arrivati alla nostra vera opera,
e che quando non sappiamo più dove andare
siamo arrivati al nostro vero viaggio.
La mente non perplessa non si adopera.
Il torrente ostacolato è quello che canta.
I GIORNI CHIARI
I cani dell’indecisione
Attraversano e attraversano il campo della visione
Una nuvola, una mosca che ronza
Distraggono l’occhio dell’amante.
Finché il cuore non ha trovato
Il suo pezzo di terra nativo
Il giorno nega la sua luce
L’occhio deve vagare spento.
Il terreno è la sposa del corpo
Chi vorrebbe negarlo
Quando tutto è dato
Viene il pensiero del paradiso
Quando la mente è una stanza vuota
I giorni chiari giungono
SIEDONO INSIEME SULLA VERANDA
Siedono insieme sulla veranda, il buio
quasi sceso, la casa dietro di loro, buia.
La cena finita, hanno lavato e asciugato
i piatti – solo due adesso e due bicchieri,
due coltelli, due forchette, due cucchiai – poco
da fare per due.
Lei siede con le mani ripiegate sul grembo,
si riposa. Lui fuma la pipa. Non parlano,
e quando alla fine parlano è per dire
ciò che l'uno sa che sa anche l'altra. Ora hanno
una mente in due che infine,
per quante ne sappia, non saprà esattamente
chi prenderà per primo la porta buia, dando
la buonanotte e chi rimarrà a seder da solo
ancora un po'.

Tutto si acquieta 


Vado tra gli alberi e siedo immobile.
Tutto il mio agitarsi si acquieta
attorno a me come cerchi nell’acqua.
Le mie imprese sono nei posti
Dove le ho lasciate,
Addormentate come del bestiame.
Allora ciò di cui ho paura viene.
Vivo per un po’ nella sua vista.
Quello di cui ho paura abbandona se stesso,
e la paura mi abbandona.
Canta, e io sento la sua canzone.
Dopo giorni di lavoro,
silenzioso nelle mie inquietudini,
sento finalmente la mia canzone.
e la canto. Come cantiamo,
il giorno si trasforma, gli alberi si muovono.

Wendell Berry

Nessun commento:

Posta un commento