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La Voce della Polvere
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Il venerdì della Poesia (a cura di M. Nove)
Num.:0020 / 2019
Titolo: Poesie varie
Autore : Wendell Berry
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STATE A CASA
io voglio aspettare qui nei campi
per vedere quanto bene la pioggia
fa all'erba
nel lavoro dei campi
lontano dalla vita degli uomini
io sono a casa. Non venite con me
state a casa!
Io voglio stare nei boschi
dove gli alberi antichi
si muovono solo col vento
e quindi con la gravità.
Nell'immobilità degli alberi
sono a casa. Non venite con me
state a casa!
EPITAFFIO
Avendo vissuto a lungo,
egli vive ora al di là del tempo
senza dolore, reso perfetto
da nostro amore senza fine,
dalla nostra compassione e
perdono,
e dalla sua felicità nel ricevere
questi doni che offriamo. Qui nel
tempo
siamo uniti l'uno all'altro per
sempre
TRENTA ANNI IN PIU'
Quando ero un giovane uomo
cresciuto alla fine quanto grande
sembravo a me stesso? Ero un
albero
già alto e ciò che non avevo
raggiunto, ero pronto
a raggiungerlo crescendo. Ora,
trenta anni dopo, ho raggiunto molto
e non me lo aspettavo, in una
direzione
inaspettata. Sto crescendo
all'ingiù,
sempre più piccolo, uno fra i
tanti fili d'erba
Manifesto del contadino impazzito
Se amate il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate.
Se desiderate sempre più cose
prefabbricate,
se avete paura di conoscere i
vostri vicini di casa,
se avete paura di morire
allora nemmeno il vostro futuro
sarà più un mistero per il
potere,
la vostra mente sarà perforata in
una scheda
e messa via in un cassettino.
Quando vi vorranno far comprare
qualcosa
vi chiameranno,
quando vi vorranno far morire per
il profitto
ve lo faranno sapere.
Ma tu, amico, ogni giorno,
fai qualcosa che non possa
entrare nei loro calcoli.
Ama la Vita. Ama la Terra.
Ama qualcuno che non se lo
merita.
Conta su quello che sei e riduci
i tuoi bisogni.
Fai qualche piccolo lavoro
gratuitamente.
Non ti fidare del governo, di
nessun governo,
e abbraccia gli esseri umani,
nel tuo rapporto con ciascuno di
loro
riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura quello che
non capisci
e loda questa ignoranza,
perché ciò che l’uomo non ha
razionalizzato
non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno
risposta.
Investi nel millennio.
Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto
principale
è la foresta che non hai piantato
e che non vivrai per sfruttare.
Afferma che le foglie quando si
decompongono
diventano fertilità:
Chiama questo “profitto”.
Una profezia così si avvera
sempre.
Poni la tua fiducia
nei cinque centimetri di humus
che si formeranno sotto gli
alberi
ogni mille anni.
Metti l’orecchio vicino e ascolta
i bisbigli delle canzoni a
venire.
Sii pieno di gioia,
nonostante tutto,
e sorridi,
il sorriso è incalcolabile.
Finché la donna non si svilisce
nella corsa al potere,
ascolta la donna più dell’uomo.
Domandati:
questo potrà dar gioia alla donna
che è contenta di aspettare un
bambino?
Quest’altro disturberà il sonno
della donna
vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi.
Stendetevi tranquilli all’ombra.
Posa il capo sul suo grembo
e vota fedeltà alle cose più
vicine al tuo cuore.
Appena vedi che i generali e i
politicanti
riescono a prevedere i movimenti
del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale per
indicare
la falsa traccia,
la via che non hai preso.
Sii come la volpe che lascia
molte più tracce del necessario,
alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la meditazione.
La vera opera
Può darsi che proprio quando non
sappiamo più cosa fare
siamo arrivati alla nostra vera
opera,
e che quando non sappiamo più
dove andare
siamo arrivati al nostro vero
viaggio.
La mente non perplessa non si
adopera.
Il torrente ostacolato è quello
che canta.
I GIORNI CHIARI
I cani dell’indecisione
Attraversano e attraversano il
campo della visione
Una nuvola, una mosca che ronza
Distraggono l’occhio dell’amante.
Finché il cuore non ha trovato
Il suo pezzo di terra nativo
Il giorno nega la sua luce
L’occhio deve vagare spento.
Il terreno è la sposa del corpo
Chi vorrebbe negarlo
Quando tutto è dato
Viene il pensiero del paradiso
Quando la mente è una stanza
vuota
I giorni chiari giungono
SIEDONO INSIEME SULLA VERANDA
Siedono insieme sulla veranda, il buio
quasi sceso, la casa dietro di loro, buia.
La cena finita, hanno lavato e asciugato
i piatti – solo due adesso e due bicchieri,
due coltelli, due forchette, due cucchiai – poco
da fare per due.
Lei siede con le mani ripiegate sul grembo,
si riposa. Lui fuma la pipa. Non parlano,
e quando alla fine parlano è per dire
ciò che l'uno sa che sa anche l'altra. Ora hanno
una mente in due che infine,
per quante ne sappia, non saprà esattamente
chi prenderà per primo la porta buia, dando
la buonanotte e chi rimarrà a seder da solo
ancora un po'.
quasi sceso, la casa dietro di loro, buia.
La cena finita, hanno lavato e asciugato
i piatti – solo due adesso e due bicchieri,
due coltelli, due forchette, due cucchiai – poco
da fare per due.
Lei siede con le mani ripiegate sul grembo,
si riposa. Lui fuma la pipa. Non parlano,
e quando alla fine parlano è per dire
ciò che l'uno sa che sa anche l'altra. Ora hanno
una mente in due che infine,
per quante ne sappia, non saprà esattamente
chi prenderà per primo la porta buia, dando
la buonanotte e chi rimarrà a seder da solo
ancora un po'.
Tutto si acquieta
Vado tra gli alberi e siedo immobile.
Tutto il mio agitarsi si acquieta
attorno a me come cerchi nell’acqua.
Le mie imprese sono nei posti
Dove le ho lasciate,
Addormentate come del bestiame.
Tutto il mio agitarsi si acquieta
attorno a me come cerchi nell’acqua.
Le mie imprese sono nei posti
Dove le ho lasciate,
Addormentate come del bestiame.
Allora ciò di cui ho paura viene.
Vivo per un po’ nella sua vista.
Quello di cui ho paura abbandona se stesso,
e la paura mi abbandona.
Canta, e io sento la sua canzone.
Vivo per un po’ nella sua vista.
Quello di cui ho paura abbandona se stesso,
e la paura mi abbandona.
Canta, e io sento la sua canzone.
Dopo giorni di lavoro,
silenzioso nelle mie inquietudini,
sento finalmente la mia canzone.
e la canto. Come cantiamo,
il giorno si trasforma, gli alberi si muovono.
silenzioso nelle mie inquietudini,
sento finalmente la mia canzone.
e la canto. Come cantiamo,
il giorno si trasforma, gli alberi si muovono.
Wendell Berry
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