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La Voce della Polvere
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Il venerdì della Poesia (a cura di M. Nove)
Num.:0010 / 2019
Titolo: La mano
Autore : M. Nove
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La mano
Prendere la tua mano nella mia delicatamente
e custodirla come il tesoro dei pirati nella mente,
camminare fianco a fianco stretti e perduti
tra le galassie dentro i corti attimi goduti,
sognare insieme univoci quell’avvenire prossimo
di una voce che grida la gioia di chi fossimo.
Se guardo la mia mano piango il dolore
se guardo la tua sogno del contatto il calore.
Allontanare il tuo braccio innocente con prepotenza
per la piccola incomprensione di un tarlo d’assorbenza.
Correre lontano dalle e con le lacrime copiose e calde
tra viali deserti e spogli tra ricordi di vuote estive cialde.
Picchiare come un nemico il muro dell’indifferenza mia sovrana
per quel gesto
animalesco nell’attimo di una veloce tramontana.
Se guardo la mia mano sento il rossore nel dolore
se guardo la tua mi oscuro nelle tenebre dal calore.
Restare non so dove solo per un inezia di sfiducia
nel credere a tutti meno a chi di fuoco non brucia.
Trattenere espandendo intorno l’attimo della speranza
che la vita di prima torni indietro come nel giro di danza.
Piangere per la vera sempre presente causa non tradotta
di chi non sa vedere la colpa per quel cuore gettato nella
grotta.
Se guardo la mia mano vedo l’inutile scusa in uno schiaffo
d’umore
se guardo la tua assaporo la vita vissuta in una carezza con
ardore.
Se guardo la mia mano spero in un perdono non meritato del
cuore
Se guardo la tua ricordo tutti i bei momenti ormai persi per
disamore.
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