Se la
mela invece di cadere su Newton fosse precipitata su un italiano non si
sarebbe scoperta la forza di gravità ma in compenso saremo ancora in polemica
per quel fatto naturale che non doveva succedere. Attribuendo la colpa al
governo, in carica, alla speculazione, agli immigranti, ai sindacati e al
costo del lavoro elevato, per chi governa, e basso, per chi sta
all’opposizione. Quest’ultima teoria sta in piedi anche in un eventuale ricambio,
ricambio che bella parola, politico. Non siete d’accordo? Prendete tutti i
fatti quotidiani, dal gossip leggero alle tragedie greche passando per la
crisi profonda, e vedrete che noi, noi tutti, abbiamo un approccio strano con
le vicende umane e naturali. La prima cosa che facciamo è attribuire la colpa
ad altri, come se gli altri fossero entità aliene venute da galassie che non
riusciamo neanche a pronunciare. Quando invece gli altri siamo, ebbene sì,
solo noi stessi. E come incolparci, ma senza avere rimorsi di coscienza.
Certo che interveniamo, aiutiamo, salviamo e siamo solidali. È la nostra
natura di povera gente che viene da secoli di povertà e miseria. Solo che
dopo l’approccio di solidarietà rieccoci alle polemiche. Alle chiacchiere da
bar, da tifosi di una parte contro un’altra parte. Per me sono solo
chiacchiere allo specchio. Poi dopo che si arriva alla causa della tragedia
ecco che invece di prendere provvedimenti, realistici e materiali, s’inventano,
si promettono e si rimandano le cose necessarie. Specie dalla politica,
arroccata sulla difensiva e nascosta dietro il muro della colpa altrui.
Avrete capito che sto parlando delle polemiche del dopo terremoto di Ischia e
dell’abusivismo che ha causato danni e vittime. L’abusivismo in se stesso non sarebbe stato
la causa diretta ma l’idea da cui si è partiti per arrivare al dolore. In
poche parole se l’abusivismo fosse fatto con materiali idonei alla zona, con
progetti adeguati e con la sicurezza geologica forse l’indice accusatorio non
sarebbe neanche sollevato, neanche per finta. Sarebbe solo un reato contro la
legge in vigore. Se, invece, oltre al reato c’è anche l’ignoranza, le cose
sono diverse e più che le polemiche siano meglio fare un mea culpa
collettivo. A incominciare dai sindaci che dovrebbero vigilare sul proprio
Comune e non ricambiare i favori al Partito o agli amici degli amici. Ai
cittadini che dovrebbero vegliare sui vicini e sui propri beni. Una casa
abusiva, giacché è sinonimo di fretta e insicurezza edile, può diventare
pericolosa anche per le case vicine. Tanti sacrifici economici per vedere
andare tutto in fumo a causa del vicino, vecchio compare e furbetto da due
soldi. Al governo che dovrebbe fare
leggi chiare e punire subito e con decisione queste cose. In poche parole ci
siamo dentro tutti. Come in una pandemia. Ci pensate se per caso vi comprate
una casa abusiva? Come minimo ve la buttano giù e invece di prendervela con
chi ve la venduta ve la prendete con lo Stato. La truffa, le case abusive di
questo si tratta, viene eseguita da individui singoli a scapito di altri
individui singoli e non da entità superiori come lo Stato. Quest’ultimo può
essere complice, affaristi e intrallazzatori votati da noi, ricordatelo, ma è
anche vittima. Vittima del mal costume di volere favori, sempre ai danni
della collettività. Per finire vorrei solo ricordare che le battaglie sono
meglio farle preventive, in maniera da prendere provvedimenti utili magari a
non arrivare mai allo scontro, che dopo lo scoppio quando ormai è troppo
tardi. Dilemma finale: se le case abusive sono fatte di “cartapesta” quelle
regolari siamo sicuri che siano fatte a regola d’arte? Per esperienza personale
posso dire che ci sono troppi individui che si improvvisano muratori. Sia
stranieri che natii. Meditate. |
Nella
Capitale da un giorno all’altro si è deciso dello sgombero di una palazzina,
occupata da migranti, con conseguenza di scontri, feriti e cortei pro e
contro con striscioni e grida che pensavo di non sentire più. Se uno stato si
vede dalla sua Capitale, allora siamo nei guai. Lo Stato Italiano è nato
dall’antifascismo e dalle ceneri di una guerra che quella parte inneggiante
all’odio razziale ci ha scaraventato nell’orrore e nella miseria più nera.
Tornando allo sgombero ci sarebbero alcune domande cui rispondere. Chi ha
messo lì dentro gli occupanti? Se erano illegali e clandestini, non si
dovevano neanche avvicinare allo stabile. Figurarsi entrarci e abitarci da
qualche tempo. Se qualcuno li ha messi lì, perché l’ha fatto? Per aiuti
umanitari? Per specularci? E dov’è adesso questo individuo? Ha reso i soldi
presi? Per occuparlo lo stabile doveva essere vuoto. Lo era? Dov’erano i
vicini quando da un giorno all’altro si sono visti occupare tutto il palazzo?
E i proprietari dove erano? Il Comune dov’era? Con tutti gli uomini della
polizia comunale, i vigili di una volta, che girano per le strade solo per
fare le multe dove erano quando questi “usurpatori” prendevano possesso di un
condominio? Tutti, in buona fede, hanno sbagliato e perciò, per la prima
volta, hanno deciso di porre rimedio. Bene. Di solito, però, con la carica
della “cavalleria” non si ottiene niente di buono. Sola confusione, disordine
e feriti. Un’ultima domanda, come mai la carica, i cortei, il contrattacco e
il caos sono venuti in contemporanea? Tutti d’accordo come in un copione
cinematografico? Dimenticavo, come mai le alte autorità del Comune erano
altrove? Questa senz’altro è una coincidenza (?). Quando cammino per le città
d’arte che quest’assurdo Paese ha, mi sento invadere dalla commozione e gioia
per cotante bellezze … e poi apri il telegiornale, sfogli un giornale e sei
sommerso dal caos di sentimenti contrastanti. Di storie assurde e di odio da
pianerottolo. Si potrebbe paragonare il nostro bizzarro Paese a un grande
museo all’aperto. Le bellezze, la sontuosità, l’imponenza, la ragione,
l’intelligenza e la meraviglia fanno del territorio italico una fonte
inesauribile di capacità umana. Una miniera d’idee e ingegno mondiale. Un
museo che come quelli palliativi si vorrebbero chiusi nei giorni festivi. Sono
contrario ma se ragiono come un paradosso ecco la ragione, noi siamo sempre
immersi in giorni festivi e perciò è meglio che questo museale Paese rimanga
chiuso, per sempre. Solamente per tenere fuori noialtri. Noi non meritiamo
questo triste Paese. Troppo colto e artistico. Meditate.
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