28/08/17

"Sgombero" & "abusivismo"


 La voce della polvere  
Abusivismo di  “Stato”:
Sgombero di  “Stato”:
Num. 005/01                                              M. Nove
   Se la mela invece di cadere su Newton fosse precipitata su un italiano non si sarebbe scoperta la forza di gravità ma in compenso saremo ancora in polemica per quel fatto naturale che non doveva succedere. Attribuendo la colpa al governo, in carica, alla speculazione, agli immigranti, ai sindacati e al costo del lavoro elevato, per chi governa, e basso, per chi sta all’opposizione. Quest’ultima teoria sta in piedi anche in un eventuale ricambio, ricambio che bella parola, politico. Non siete d’accordo? Prendete tutti i fatti quotidiani, dal gossip leggero alle tragedie greche passando per la crisi profonda, e vedrete che noi, noi tutti, abbiamo un approccio strano con le vicende umane e naturali. La prima cosa che facciamo è attribuire la colpa ad altri, come se gli altri fossero entità aliene venute da galassie che non riusciamo neanche a pronunciare. Quando invece gli altri siamo, ebbene sì, solo noi stessi. E come incolparci, ma senza avere rimorsi di coscienza.
Certo che interveniamo, aiutiamo, salviamo e siamo solidali. È la nostra natura di povera gente che viene da secoli di povertà e miseria. Solo che dopo l’approccio di solidarietà rieccoci alle polemiche. Alle chiacchiere da bar, da tifosi di una parte contro un’altra parte. Per me sono solo chiacchiere allo specchio. Poi dopo che si arriva alla causa della tragedia ecco che invece di prendere provvedimenti, realistici e materiali, s’inventano, si promettono e si rimandano le cose necessarie. Specie dalla politica, arroccata sulla difensiva e nascosta dietro il muro della colpa altrui. Avrete capito che sto parlando delle polemiche del dopo terremoto di Ischia e dell’abusivismo che ha causato danni e vittime.  L’abusivismo in se stesso non sarebbe stato la causa diretta ma l’idea da cui si è partiti per arrivare al dolore. In poche parole se l’abusivismo fosse fatto con materiali idonei alla zona, con progetti adeguati e con la sicurezza geologica forse l’indice accusatorio non sarebbe neanche sollevato, neanche per finta. Sarebbe solo un reato contro la legge in vigore. Se, invece, oltre al reato c’è anche l’ignoranza, le cose sono diverse e più che le polemiche siano meglio fare un mea culpa collettivo. A incominciare dai sindaci che dovrebbero vigilare sul proprio Comune e non ricambiare i favori al Partito o agli amici degli amici. Ai cittadini che dovrebbero vegliare sui vicini e sui propri beni. Una casa abusiva, giacché è sinonimo di fretta e insicurezza edile, può diventare pericolosa anche per le case vicine. Tanti sacrifici economici per vedere andare tutto in fumo a causa del vicino, vecchio compare e furbetto da due soldi.  Al governo che dovrebbe fare leggi chiare e punire subito e con decisione queste cose. In poche parole ci siamo dentro tutti. Come in una pandemia. Ci pensate se per caso vi comprate una casa abusiva? Come minimo ve la buttano giù e invece di prendervela con chi ve la venduta ve la prendete con lo Stato. La truffa, le case abusive di questo si tratta, viene eseguita da individui singoli a scapito di altri individui singoli e non da entità superiori come lo Stato. Quest’ultimo può essere complice, affaristi e intrallazzatori votati da noi, ricordatelo, ma è anche vittima. Vittima del mal costume di volere favori, sempre ai danni della collettività. Per finire vorrei solo ricordare che le battaglie sono meglio farle preventive, in maniera da prendere provvedimenti utili magari a non arrivare mai allo scontro, che dopo lo scoppio quando ormai è troppo tardi. Dilemma finale: se le case abusive sono fatte di “cartapesta” quelle regolari siamo sicuri che siano fatte a regola d’arte? Per esperienza personale posso dire che ci sono troppi individui che si improvvisano muratori. Sia stranieri che natii. Meditate.
   Nella Capitale da un giorno all’altro si è deciso dello sgombero di una palazzina, occupata da migranti, con conseguenza di scontri, feriti e cortei pro e contro con striscioni e grida che pensavo di non sentire più. Se uno stato si vede dalla sua Capitale, allora siamo nei guai. Lo Stato Italiano è nato dall’antifascismo e dalle ceneri di una guerra che quella parte inneggiante all’odio razziale ci ha scaraventato nell’orrore e nella miseria più nera. Tornando allo sgombero ci sarebbero alcune domande cui rispondere. Chi ha messo lì dentro gli occupanti? Se erano illegali e clandestini, non si dovevano neanche avvicinare allo stabile. Figurarsi entrarci e abitarci da qualche tempo. Se qualcuno li ha messi lì, perché l’ha fatto? Per aiuti umanitari? Per specularci? E dov’è adesso questo individuo? Ha reso i soldi presi? Per occuparlo lo stabile doveva essere vuoto. Lo era? Dov’erano i vicini quando da un giorno all’altro si sono visti occupare tutto il palazzo? E i proprietari dove erano? Il Comune dov’era? Con tutti gli uomini della polizia comunale, i vigili di una volta, che girano per le strade solo per fare le multe dove erano quando questi “usurpatori” prendevano possesso di un condominio? Tutti, in buona fede, hanno sbagliato e perciò, per la prima volta, hanno deciso di porre rimedio. Bene. Di solito, però, con la carica della “cavalleria” non si ottiene niente di buono. Sola confusione, disordine e feriti. Un’ultima domanda, come mai la carica, i cortei, il contrattacco e il caos sono venuti in contemporanea? Tutti d’accordo come in un copione cinematografico? Dimenticavo, come mai le alte autorità del Comune erano altrove? Questa senz’altro è una coincidenza (?). Quando cammino per le città d’arte che quest’assurdo Paese ha, mi sento invadere dalla commozione e gioia per cotante bellezze … e poi apri il telegiornale, sfogli un giornale e sei sommerso dal caos di sentimenti contrastanti. Di storie assurde e di odio da pianerottolo. Si potrebbe paragonare il nostro bizzarro Paese a un grande museo all’aperto. Le bellezze, la sontuosità, l’imponenza, la ragione, l’intelligenza e la meraviglia fanno del territorio italico una fonte inesauribile di capacità umana. Una miniera d’idee e ingegno mondiale. Un museo che come quelli palliativi si vorrebbero chiusi nei giorni festivi. Sono contrario ma se ragiono come un paradosso ecco la ragione, noi siamo sempre immersi in giorni festivi e perciò è meglio che questo museale Paese rimanga chiuso, per sempre. Solamente per tenere fuori noialtri. Noi non meritiamo questo triste Paese. Troppo colto e artistico. Meditate.


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