17/08/17

Il caso dell'ambasciatore "rimandato"

 
La voce della polvere  
Ragione di Stato
Num. 004/01                                              M. Nove
   Un nostro compatriota era stato torturato e ucciso in Egitto. Indagini su indagini, depistaggi su depistaggi, verità su verità ma in conclusione niente di fatto. Si ignorano i fatti  o meglio si sanno ma i rapporti con un'altra nazione vanno salvaguardati al di sopra di ogni fatto “personale”. Grazie all’opinione pubblica il nostro Stato, per convinzione o costretto, aveva richiamato, come segno di protesta, il nostro ambasciatore da quel Paese. Un passo diplomatico di notevole rilevanza.  Voleva dire che un Paese civile metteva i propri cittadini sopra ogni convenienza politica e/o economica estera. Naturalmente la Storia,
con la esse maiuscola, va avanti, incurante dei fatti quotidiani e la zona del nord Africa è diventata un campo di battaglia su più fronti. Portando in Europa emigranti e disperazione, alimentando paura e razzismo. E sui territori, lontani dai poveri migranti, il terrorismo alza la testa e il tiro. Colpendo senza logica e movente. Così per far fronte a quel ricatto, disumano, dell’esodo di popolazioni dall’inferno africano ecco stringersi patti scellerati e alleanze strane tra i vari Paesi del mar Mediterraneo. La “ragion di Stato” prevale di nuovo sui problemi individuali. Se certe vicende si possono chiamare “individuali”. Per me lo Stato deve sempre difendere la verità sui propri connazionali implicati in vicende internazionali. Condannando chi sbaglia e assolvendo chi ha ragione. Ma soprattutto deve pretendere la verità, cruda e nuda. La verità per una giusta ed equa giustizia. Senza vendette o ritorsioni. Naturalmente, per situazioni delicate e lontane dal popolo, così giustificano le azioni certi politici, il nostro ambasciatore è stato rimandato in Egitto. Schiaffo morale e ingiusto verso la famiglia Regeni. Una famiglia che vuole solo conoscere la verità sulla sorte assurda del figlio.  E anche lo Stato dovrebbe richiedere, con forza, la verità. Poi se ragion di Stato deve essere come mai le forze politiche, nostrane, sono di nuovo in polemica fra di loro? Se neanche nei rapporti, non facili, con le altre nazioni non sono d’accordo come si può sperare di avere uno Stato giusto? Possibile che chi viene eletto mette sempre la, propria, coalizione davanti al Paese? Sul nostro territorio, a secondo dei casi, non vige la ragion di Stato, dove tutti i politici son d’accordo?. Purtroppo Viviamo in un Paese di eterna campagna elettorale.  


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