16/08/17

Giochi politici...



 La voce della polvere                 
Giochi politici… 
Num. 003/01                                               M. Nove
   Quante volte ci hanno detto che il silenzio è d’oro, che a tacere si fa bella figura, che il saggio quello che sa può anche non dirlo. Ecc. Ecc. Anche se certe volte bisogna parlare, specie quelli che hanno una responsabilità verso gli altri. Naturalmente dire, esporre ed enunciare cose sensate e logiche. Non aprire bocca tanto per farlo. L’esempio più classico è il politico, uomo dalla parlantina sciolta ma dal contenuto vacuo e vuoto. Eppure quello che dice può influenzare, dirigere e scompaginare regole sociali e alla fine inneggiare all’odio e al caos. E per non sembrare catastrofici anche mandare noialtri in quel vuoto del mare d’incredulità da dove non sappiamo più come uscirne. Sto parlando di due casi uno di casa nostra e l’altro dall’oltreoceano. Incominciamo da quella parte di mondo che con il suo stile e la sua libertà, apparente, abbiamo preso da esempio nella vita di tutti i giorni. L’America.
Qui qualche giorno fa c’è stata una manifestazione razziale che inevitabilmente si è scontrata con un corteo antirazzista. Scontro inevitabile con feriti e purtroppo un morto. Sembrava un film, uno dei tanti che la cinematografia a stelle e strisce ci ha abituato. Fin qui niente di strano ne succedono in tutte le parti del mondo e anche più cruenti. Viviamo in una società che ormai ha stracciato i freni inibitori. Il problema è la risposta al Paese dal suo massimo rappresentante: il Presidente. A freddo ha fatto un annuncio soft, sembrava dalle sue parole una goliardata tra tifoserie sportive. Sdegno e incredulità hanno fatto sì che, il giorno dopo, correggesse il tiro condannando l’aggressione e il gruppo razzista. Suo pezzo di elettorato. E l’hanno informato di questa cosa e per paura di perdere voti fa l’ennesima dichiarazione. Dando la colpa a tutti e perciò a nessuno in particolare. 15 agosto 2017Le violenze di Charlottesville? La colpa è di entrambe le parti. Così il Presidente in conferenza stampa a New York torna a commentare gli scontri legati al raduno dei suprematisti bianchi costati un morto e decine di feriti. Anche 'l'alt-left' (la sinistra estremista) condivide la responsabilità per la violenza a  Charlottesville, ma "nessuno vuole dirlo", sostiene il Presidente. "Ci sono due parti della storia", sottolinea il Presidente rispondendo non senza fastidio a una domanda sulla sua reazione ai disordini. "C'era un gruppo da una parte, ed un gruppo dall'altra", aggiunge: i gruppi liberali che avevano organizzato una protesta contro i suprematisti a Charlottesville "hanno attaccato con violenza l'altro gruppo". Quando poi gli viene chiesto come mai abbia aspettato diversi giorni prima di parlare in pubblico, il Presidente replica che era sua intenzione "evitare di fare una dichiarazione poco ponderata" senza aver preso visione di tutti i fatti. "Quando faccio una dichiarazione voglio essere preciso, prima di fare una dichiarazione ho bisogno dei fatti: è inutile precipitarsi. Io sono onesto, io prima di fare una dichiarazione voglio conoscere i fatti. Non ho esitato a condannare i razzisti e i bigottismi", insiste il presidente. L''uomo che sì è lanciato con la sua automobile sulla folla (un suprematista bianco ventenne), uccidendo una manifestante antirazzista, "è una disgrazia per se stesso, per la sua famiglia e il suo paese" (http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Trump-la-colpa-delle-violenze-di-Charlottesville-di-entrambe-le-parti-1aeac01b-a6a6-4a07-90fb-3e12b64740df.html) Dichiarazione coerente con il personaggio ma assurda e destabilizzante per una società democratica e liberale. Poi non capisco la parte finale. La disgrazia è per chi ha commesso il crimine, chi si butta con l’auto su una folla che cosa  fa?, o per la vittima? I sostenitori del Presidente diranno che è solo una battuta di spirito per quella parte dell’elettorato che ha partecipato alla sua vittoria. Da noi cose del genere non avvengono, per fortuna non ancora, ma il ribaltamento d’idee, concetti, basi ferme sono all’opera. Come nelle fiabe c’era, e c’è ancora per fortuna, un movimento che con lo scudo del nuovo, della legalità e della correzione di mali perenni si è imposto all’attenzione pubblica riuscendo là dove molti avevano fallito. Questo anche grazie a internet e all’avvicinamento dei giovani. Conquistando punti percentuali nella politica nazionale, sedendosi su poltrone scomode da sindaco e nelle Regioni. Una boccata d’aria per molti elettori. Ma, c’è purtroppo un ma, la politica ha ingerito, digerito ed espulso il buono che c’era nel movimento lasciando solo quel rancido retrogusto di già visto. I primi sintomi si erano visti quando non volevano fare alleanze con nessun gruppo. Dimenticando che negli ultimi quarant’anni nessun Partito ha mai ottenuto la maggioranza assoluta. Maggioranza assoluta vuol solo dire “dittatura” di quel Partito, ognuno faccia i commenti per se stesso e poi… Quando, magari, alleandosi poteva imporsi e fare cose serie e utili. Invece all’opposizione si vivacchia bene, basta dire no a tutti e tutto, e si acquistano voti elettorali. Per stare all’opposizione, visto i nostri sistemi elettorali. Poi dove hanno fallito, per me, è stato nelle politiche sul territorio più ristretto, come i seggi da sindaci. E la Capitale ne è un esempio. Soprattutto smettiamola di dare la colpa a quelli venuti prima. Loro sono stati messi li per risolvere anche questi problemi. Non per scaricarli e lasciarli lì. Tanto è colpa degli altri. La bella favola finisce nella delusione di una occasione perduta. I consensi calano e loro per prendere voti si fanno amici di tutti gli strati sociali, anche quelli più lontani dal loro pensiero. Ultima farsa è la visita sul luogo dove hanno demolito le case abusive. 12/08/2017 Di Maio: "Se l'abusivismo è colpa della politica la casa resta un diritto" - La Repubblica Il Fatto Quotidiano Di Maio: "Se l'abusivismo è colpa della politica la casa resta un diritto" La Repubblica Luigi Di Maio spiega così le parole del candidato governatore M5S in Sicilia Giancarlo Cancelleri sugli "abusivi di necessità ". "La prima casa è un diritto, con noi al governo non si potrà pignorare", dice il vicepresidente della Camera. Che è ancora ... M5s, Romano (Pd): “Di Maio e altri flirtano con abusivismo edilizio in ...Il Fatto Quotidiano M5S, Di Maio: «Con noi al governo tre righe di riforma costituzionale ...Il Messaggero Di Maio:in Sicilia come a politiche M5s vince con o senza numeriTiscali.it La Prealpina -Affaritaliani.it tutte le notizie (85) »
Frasi che rinnegano un loro dogma, legalità. Che poi sia valutata meglio la piaga dell’abusivismo è un dato di fatto. Non bisogna dimenticare che è un reato, momentaneamente.
Tutto si fa per una manciata di voti e questo fa parte del gioco politico. Però chi viene eletto non deve rispondere solo al suo elettorato ma a tutto il Paese. Dato che di deve governare lo fa su una intera Nazione non su una parte. Democrazia vuol dire di tutti. Il Paese è di tutti. La Nazione siamo tutti noi. E a maggior ragione quando l’elettorato è in calo.  

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