DoPo
l’incidente della palazzina crollata, da noi capita sempre di interessarsi
solo dopo le disgrazie, “tutti” si sono buttati nella polemica e nel caos d’informazioni.
Senza un minimo di spiegazione da parte di esperti e senza puntare il dito su
una, anche mezza o intuitiva, verità. I politici, in eterna campagna
elettorale, hanno cavalcato, dalle loro differenti posizioni, come se essere
di qua o di là impedisse le disgrazie, la vicenda tragica. Ed ecco ancora con
le macerie “calde” vengono tirate fuori soluzioni e palliativi, da notare che
vengono da enti che dovrebbero già controllare e che adesso sentono odore di
business. I comitati dei cittadini, le associazioni dei consumatori, i
sindacati o anche il clero, che intervengono su tutto, come mai non si sentono?
Che forse non hanno idee? Che forse lasciarci in balia dei “soliti” gli
permetterà in futuro di polemizzare? Perché invece di parlare sempre di soldi
non si parla seriamente dell’argomento sicurezza e non a spese dei cittadini.
Che dovrebbero essere guidati, educati e aiutati... e non spremuti. Perché il
famoso “libretto casa” indovinate a chi peserà economicamente?
Come al solito
invece di colpire chi produce, fa, vende si preferisce colpire, e duramente,
il consumatore. Che ha già pagato, salata, la casa e si vedrà ogni toto anni
pagare di nuovo per le revisioni con
le naturali spese di ristrutturazione, salate pure quelle. Qualcuno dirà che
per la sicurezza un piccolo sacrificio val la pena di farlo. Ha ragione. Ma
allora cosa abbiamo comprato, pagando caro, quando abbiamo acquistato un
immobile? Una cosa illusoria, una meteora, una “sola”, una bufala, una
cambiale da pagare per tutta la vita? Riflettete e per esempio pensate alla
revisione biennale dell’auto. Ogni volta gli scarichi non sono apposto,
qualche pezzo si è deteriorato e per passare il collaudo o non lo si fa,
inquinando e creando insicurezza, oppure si paga, salato. Eppure l’auto
l’abbiamo pagata, se nuova, per nuova. Come mai solo dopo quattro anni, la
prima revisione, qualcosa non funziona? E perché dobbiamo pagare noi e non la
casa di produzione che , magari, ha fatto un auto di merda? Per la casa penso
che sia la stessa cosa, anche se i soldi in manutenzione saranno di più. E
poi pensateci se qualcosa non funzione per mettere una casa in sicurezza a
chi si dovrà rivolgere? Agli stessi che l’hanno costruita? Oppure la caldaia
di casa che ogni anno dobbiamo far controllare per combattere l’inquinamento.
Ma quando l’hanno venduta non doveva essere a norma? Forse che questa norma
dura solo un anno? E noi gente comune a pagare, caramente l’installazione,
come una tassa la revisione e intanto l’inquinamento non diminuisce. Allora? Cazzo…
e scusate la parolaccia. Perciò, la penso così, ben venga il fascicolo di
fabbricato o libretto di casa ma che i costi futuri, noi abbiamo pagato
nell’acquisto, siano a carico delle imprese
edili o dei singoli muratori, oggi come oggi molto approssimativi e
ognuno sicuramente avrà degli aneddoti su questa cosa. E se non si trovano
caro Stato allora intervenite voi, per una volta tanto e con chiarezza.
Oppure fate la campagna elettorale perenne solo su argomenti evanescenti e
poco utili alla comunità. Non dovrebbe essere difficile per voi. Però mi
raccomando almeno intervenite sulle costruzione in fase di lavoro e su quelle
future. Controllate e bastonate chi
non segue le norme logiche per un minimo di sicurezza. Controllate dove
costruiscono, controllate dove ristrutturano e soprattutto fate un albo anche
per i muratori. Un albo dove ci siano tariffe chiare e la serietà dei singoli
lavoratori, che sono in tanti in giro. Lo so e quando penso a loro che la mia
rabbia sale. Per finire che lo Stato controlli, in modo logico e onesto e che
i consumatori non si affidino a gente che si spaccia per professionisti e poi
non sanno fare neanche il cemento. Meditate.
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