24/02/17

Presentazione maschere "locali"

   Secondo la tradizione antica del carnevale, nel secondo giorno c'è la presentazione delle maschere "locali" (con nomi buffi e dolci in dialetto del posto), dei Stati Maggiori (quasi tutti di età napoleonica) e di quelle che sfileranno nel giro domenicale e di martedì. Il tutto nel tendone in cui inizierà la vera carnevalata. Alcol, musica, scherzi e scambi, voluti o non voluti, di coppie. La partecipazione è alta dato che l'indomani e per gli altri giorni del carnevale la maggior parte non lavorerà. Giorni di ferie arretrate servono per questo. Gli imprenditori sapendo che non possono contare su lavoratori distrutti dai vizi chiudono un occhio, mentre con l'altro partecipano anche loro alla manifestazione. Lungo le vie il carnevale familiare, dove i bambini si divertono con giochi e lanci di coriandoli e gli adulti mangiano dai banchetti messi su per l'occasione. Le due facce del carnevale. Da ricordare anche la tradizione del "Fora da la scola, siete liberi", la liberazione degli studenti dalle scuole da parte dei pifferi. Naturalmente solo chi è dentro la scuola, vietato stare già a casa. In quel caso sono obbligati ad andare anche negli altri giorni di carnevale. I pifferi suonano e gli studenti con grida sempre più alte corrono fuori dalle aule, lungo i corridoi ed evadono dal portone. 

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